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Rai, approvato in Consiglio di ministri il ddl di riforma

"La Rai deve essere liberata dal dibattito frustrante che troppo spesso si regista tra le forze politiche"

ROMA. «Abbiamo approvato il disegno di legge sulla Rai. Si tratta di un lavoro di due tipi. Il primo è un documento politico che racconta cosa è la Rai. Sono tre paginette su cui vorremmo che il dibattito partisse senza spirito da tifoserie, perchè se parliamo di Rai, parliamo non solo di una grande azienda europea, ma di un patrimonio del paese che appartiene ai cittadini». Lo ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi.

Il ddl sulla Rai contiene «alcune piccole modifiche della governance della Rai che offriamo al dibattito parlamentare: nessuno di noi vuole mettere le mani sulla Rai, la tesi contraria cozza con la realtà. È il contrario. Se la maggioranza vuole mettere le mani sulla Rai, basta che stia ferma e si affidi alla legge Gasparri». Così il premier Matteo Renzi. Sulla riforma della Rai «non imponiamo alcun decreto al Parlamento, chiediamo al Parlamento di discutere». Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa.

«La Rai deve essere liberata dal dibattito frustrante che troppo spesso si regista tra le forze politiche. Qualcuno voleva abolire la Commissione di Vigilanza, ma abbiamo sottolineato l'importanza di mantenerla, perchè il Parlamento deve controllare e indirizzare ma non può intervenire su budget del direttore, che deve avere la sua autonomia». Così Renzi a Palazzo Chigi.

 Il Cda della Rai passerà da nove «a 7 membri. Quattro dei 7 membri saranno eletti dal Parlamento, due dalla Camera e due dal Senato. Due membri saranno di nomina governativa» e uno sarà eletto dai dipendenti. Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa, presentando la riforma della Rai.

«Riduzione dei membri del Cda e semplificazione. Individuazione di un responsabile, come avviene in tutte le nostre riforme. Il cda fa il cda e la commissione vigila: chi gestisce l'azienda non deve più rendere conto ai bilancini delle singole correnti dei partiti». Sono le «parole d'ordine» della riforma della Rai illustrate da Matteo Renzi.

«Io appartengo a una cultura che vorrebbe eliminare il canone» ma so che «è molto complesso». Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa sottolineando che nel ddl sulla Rai c'è una delega a «sciogliere questo nodo: vogliamo far sì che non ci sia un'evasione così allucinante sul canone».

«Per la prima volta con la riforma della Rai diamo la possibilità ai dipendenti di indicare uno dei sette membri del cda, che sarà votato dai lavoratori in assemblea. È un modello che mi piace moltissimo ma che per la prima volta si attua nella P.a. in Italia». Così il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Nel ddl sulla riforma della Rai c'è una delega a sciogliere il «nodo» legato al canone. «C'è l'idea
di riflettere su questo modello e semplificarlo» per «combattere un'evasione allucinante per cui i cittadini onesti lo pagano e altri che si rifiutano». Lo afferma il presidente del Consiglio,
Matteo Renzi, in conferenza stampa.

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