Sabato, 13 Agosto 2022
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LA GUERRA IN UCRAINA

I software anticensura degli Stati Uniti a disposizione dei cittadini russi

Una campagna sostenuta dagli Stati Uniti sta dando ai cittadini russi l’accesso a software anticensura per evitare la repressione di Mosca sul dissenso contro l’invasione dell’Ucraina. Lo hanno reso noto i gruppi coinvolti.

La Russia ha intensificato le sue restrizioni sui media indipendenti da quando ha attaccato il suo vicino a febbraio, con i giornalisti minacciati di incriminazione per avere criticato l’invasione o per averla semplicemente definita una guerra. L’Open Technology Fund (Otf), sostenuto dal governo Usa, sta pagando un gruppo di aziende americane che forniscono reti private virtuali (vpn) gratuitamente a milioni di russi, che possono quindi utilizzarle per visitare siti web bloccati dalla censura. I software vpn creano quello che è praticamente un canale privato su internet per il flusso di dati e il loro uso è esploso in Russia dall’invasione dell’Ucraina.

«Il nostro strumento è utilizzato principalmente da persone che cercano di accedere ai media indipendenti, quindi il finanziamento dell’Otf è stato assolutamente fondamentale», ha affermato un portavoce di Lantern, una delle società coinvolte. Le aziende tecnologiche Psiphon e nthLink hanno anche fornito sofisticate applicazioni anticensura alle persone in Russia, con Otf che stima come circa quattro milioni di utenti in Russia abbiano ricevuto vpn dalle aziende. Psiphon ha visto un enorme aumento degli utenti russi, con il numero che è salito da circa 48.000 il giorno prima dell’invasione del 24 febbraio a più di un milione al giorno entro la metà di marzo, ha affermato Dirk Rodenburg, consulente senior dell’azienda. Mentre alcuni, come la leadership ucraina, hanno chiesto che la Russia sia tagliata fuori da internet, altri hanno notato che l'accesso è fondamentale per i gruppi di opposizione.

«È molto importante per i russi essere connessi all’intero world wide web per mantenere viva la resistenza», ha affermato Natalia Krapiva, consulente legale tecnico presso il gruppo per i diritti Access Now, che non è coinvolto nello sforzo dell’Otf. «Sono in corso iniziative di ogni tipo e per mantenerle in vita è necessario internet, perché non puoi riunirti di persona o perché gli attivisti sono sparsi per il mondo», ha aggiunto.

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