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LA STRAGE DI CAPODANNO

Attentato di Capodanno a Istanbul, il killer ha confessato

ISTANBUL. Il killer di Capodanno a Istanbul, l'uzbeko Abdulkadir Masharipov, ha ammesso le sue responsabilità davanti agli investigatori turchi. Lo ha detto il prefetto di Istanbul, confermando che anche le sue impronte digitali corrispondono con quelle dell'attentatore che uccise 39 persone al nightclub 'Reina'.

Abdulgadir Masharipov è il sospetto militante dell'Isis accusato dell'attentato di Capodanno nel nightclub "Reina" della capitale turca che ha causato 39 morti. Lo riferiscono i media turchi.

Masharipov è stato arrestato ieri nel corso di un'operazione di polizia nel quartiere di Esenyurt, alla periferia europea di Istanbul, mentre era in casa con il figlioletto di 4 anni. L'uomo, secondo Ntv, ha fatto resistenza, ma non è chiaro se ci sia stato anche uno scontro a fuoco. E' stato portato via in manette.

Insieme all'uomo, l'antiterrorismo turca ha arrestato ieri notte 1 cittadino iracheno e 3 donne straniere di altre nazionalità, anch'essi
sospetti membri dell'Isis, mentre il figlio di 4 anni non si trovava in compagnia dell'attentatore, come riportato finora dai media turchi.

Lo ha detto detto il prefetto di Istanbul, confermando inoltre che secondo la polizia l'uomo è giunto negli ultimi 3 giorni nel covo in cui è stato trovato nel quartiere di Esenyurt, alla periferia europea di Istanbul.

E' stato addestrato in Afganistan e parla 4 lingue. Lo ha detto il prefetto di Istanbul, in una conferenza stampa sull'operazione che ha portato alla sua cattura. Nell'abitazione  sono state trovate armi e 197 mila dollari. La polizia ha sequestrato 2 pistole con i relativi caricatori, una pistola ad aria compressa, un drone e alcune sim card.

Sono 50 le persone arrestate in blitz condotti in 162 indirizzi durante i 16 giorni della caccia al killer di Capodanno. L'operazione dell'antiterrorismo ha coinvolto 2 mila agenti durante i 16 giorni di ricerche tra Istanbul, Konya, Smirne e Hatay, in cui sono state analizzate 7.200 ore di registrazioni di telecamere di sorveglianza.

La polizia ha diffuso una foto in cui si vede il volto dell'uomo, che avrebbe falciato 39 persone a colpi di kalashnikov, con ecchimosi, ferite e macchie di sangue sulla maglietta.

Con lui sono state arrestate altre 5 persone, presunti militanti jihadisti.  I 5 sospetti sono tutti stranieri - 2 uomini e 3 donne. Lo riporta la Cnn Turk, secondo cui si tratta di presunti affiliati all'Isis con passaporti di Kirghizistan, Somalia, Egitto e Senegal.

Masharipov si sarebbe nascosto tre giorni fa nell'appartamento, probabilmente un covo dell'Isis, che 24 ore dopo la strage aveva rivendicato l'azione definendola una punizione contro la Turchia.

La Cnn turca ha aggiunto che è in corso un'operazione alla ricerca di altri complici. L'uomo, ha riferito la Cnn Turk, è già stato portato da un medico della polizia per alcuni controlli sanitari, come avviene solitamente nelle operazioni antiterrorismo in Turchia, prima di essere trasferito sotto rigide misure di sicurezza in un commissariato di Istanbul.

Nei giorni scorsi, dopo l'arresto della moglie, era stata diffusa la notizia che l'attentatore aveva trascinato nella sua fuga il figlioletto, che secondo i media turchi è stato ritrovato insieme a lui.

Masharipov (28 anni), secondo notizie diffuse pochi giorni dopo la strage nella discoteca, sarebbe membro di una cellula asiatica dell'Isis e godrebbe di appoggi a Konya, nell'Anatolia centrale, da parte di un gruppo di uzbeki legati allo Stato islamico. Subito dopo il massacro al Reina, da dove Masharipov era fuggito in taxi, era scattata una gigantesca caccia all'uomo con un massiccio dispiegamento di forze in tutta la Turchia, ma l'arresto di questa sera fa pensare che l'uzbeko non si sia mai mosso da Istanbul.

© Riproduzione riservata

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