Lunedì, 11 Novembre 2019
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SCAGIONATO DAL TEST SUL DNA

Berlino, catturato l'uomo sbagliato
Liberato il profugo pachistano

BERLINO. È stato un attentato ma Navid B., il 23enne profugo pachistano arrestato ieri sera e sospettato di essere l'autista del tir che ha seminato morti e feriti nel mercatino di Natale di Berlino, è stato rilasciato in serata. Lo ha reso noto la procura generale di Karlsruhe, che ha assunto la titolarità delle indagini. Il test del dna eseguito con le tracce ritrovate sul tir ha evidentemente dato risultati negativi. L'ipotesi più inquietante è che «l'autore o gli autori siano ancora in fuga», «a piede libero» e forse anche «armati», come ha detto il presidente della polizia criminale federale Holger Muench.

A parlare di attentato era stato per primo in mattinata il ministro dell'Interno Thomas de Maizière. Frank lo ribadisce poche ore dopo, riferendosi «alle modalità di azione che ricordano Nizza» e alla «simbolicità del luogo colpito», un mercatino di Natale nel centro commerciale di Berlino. Ma questo non basta per sciogliere completamente la riserva perché «per ora non abbiamo un video di rivendicazione», dice Frank. E ora il filo delle indagini deve essere riavvolto.

Due sono le tracce che hanno impegnato in queste prime ore gli investigatori. Una è quella del tir polacco che era arrivato dall'Italia. Un aiuto decisivo è giunto dalle autorità di intelligence italiane, che hanno ricostruito la prima parte del viaggio.

Il mezzo era partito da Cinisello Balsamo venerdì scorso, dopo aver caricato dei laminati in uno stabilimento, e aveva attraversato alle 18 la frontiera del Brennero. Poi non aveva più fatto rientro in Italia, circostanza che ha escluso un collegamento tra l'attentato e il nostro paese. Le autorità tedesche, inoltre, hanno comunicato l'esito dei controlli satellitari, dai quali emerge che il mezzo è rimasto parcheggiato dal 17 al 19 dicembre a Berlino e solo ieri, risultano tre tentativi di rimetterlo in moto. L'ipotesi è che sia stato proprio l'attentatore ad effettuare questi tentativi ma, non riuscendoci, abbia atteso l'autista polacco del tir, lo abbia obbligato a metter in moto e poi lo abbia ucciso.

L'altra traccia era quella del profugo pachistano che aveva negato ogni coinvolgimento. Prima dell'alba, un'unità speciale della Sek ha fatto irruzione nel più grande centro accoglienza di profughi della capitale, l'ex aeroporto di Tempelhof, sequestrando un telefonino. Era arrivato in Germania attraverso la rotta balcanica nella notte di San Silvestro del 2015. Era noto per molestie sessuali non per estremismo. Ora è a piede libero. Come il vero o i veri attentatori.

© Riproduzione riservata

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