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Gaffe al G20: rivelati i dati personali dei leader mondiali

Tra le «vittime eccellenti», Obama, Putin, Merkel e Cameron. Un impiegato ha fatto trapelare i dati del passaporto, visto e altro, inviando per sbaglio una email agli organizzatori della Coppa di calcio asiatica a gennaio

AUSTRALIA.  Gaffe al ministero dell'Immigrazione australiano. I dati personali dei leader mondiali che hanno preso parte all'ultimo vertice del G20 sono stati resi noti per errore dal ministero, che non ha ritenuto necessario informare gli stessi leader della violazione della loro privacy. Lo riferisce il Guardian. Tra le «vittime eccellenti», Obama, Putin, Merkel e Cameron. Un impiegato ha fatto trapelare i dati del passaporto, visto e altro, inviando per sbaglio una email agli organizzatori della Coppa di calcio asiatica a gennaio.

Il garante della privacy era stato contattato dalla direttrice della sezione visti del ministero dell'Immigrazione australiano che li informava dell'«incidente»,
avvenuto il 7 novembre del 2014, e per chiedergli sul da farsi. In una e-mail inviata al garante, si spiega che la violazione è stata commessa da un impiegato che ha erroneamente inviato un messaggio di posta elettronica contenente i dati di almeno 31 leader mondiali al comitato organizzatore della Coppa delle nazioni asiatica. «La causa della violazione è da attribuirsi a un errore umano» sostiene l'ufficiale, aggiungendo: «è improbabile che le informazioni siano di dominio pubblico». Lo stesso ufficiale ha spiegato, scrive il Guardian, che l'assenza di altri elementi di identificazione personale «limita significativamente» il rischio di violazione. Il destinatario non autorizzato ha eliminato l'e-mail e «svuotato la cartella degli elementi eliminati».  L'ufficiale dell'immigrazione ha poi raccomandato che i leader mondiali non venissero a conoscenza della violazione dei loro dati personali. «Dato che i rischi di violazione sono considerati molto bassì e le azioni adottate per limitare l'ulteriore distribuzione del messaggio, non si ritiene necessario notificare i clienti della violazione», suggerisce.

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