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Braccio di ferro tra Obama e Netanyahu sull'Iran e il nucleare

 NEW YORK. È già braccio di ferro tra Barack Obama e Benjamin Netanyahu alla vigilia dell'intervento del premier israeliano davanti al Congresso americano.

Netanyahu, giunto a Washington ieri sera, parla oggi dinanzi alla platea dell'American Israel Public Affairs Committee (Aipac), la più influente lobby filo-israeliana negli Usa.

A controbattere le sue posizioni contro i negoziati con l'Iran sono la Consigliera per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Susan Rice, e l'ambasciatrice all'Onu, Samantha Power.

Bloccare l'accordo nucleare con l'Iran è «una missione storica» in nome non solo di Israele ma dell'intero popolo ebraico. Poco prima di partire , dalla scaletta dell'aereo che lo ha portato negli Usa il premier Benyamin Netanyahu ha lanciato il suo guanto di sfida al presidente Barack Obama e all'amministrazione americana che lo hanno ripetutamente, e pubblicamente, ammonito a non forzare la mano e a desistere dal suo proposito.

Prima dell'intesa ad interim nel 2013 «Netanyahu ha fatto ogni sorta di rivendicazione. Ha detto che sarebbe stato un accordo terribile, che avrebbe portato all'Iran un alleggerimento da 50 miliardi di dollari, che l'Iran non avrebbe rispettato l'accordo. Niente di questo si è avverato». Lo afferma Obama in un'intervista alla Reuters.

«Se l'Iran ha la volontà di concordare un numero a doppia cifra di anni durante i quali manterrà il suo programma nucleare fermo dov'è ora, di fatto riportandone indietro elementi che esistono attualmente ... se riusciamo ad ottenere questo, e a trovare un modo per verificarlo, non c'è altro passo che potremmo fare che ci dia una garanzia superiore che non hanno l'arma nucleare», ha detto Obama. L'obiettivo degli Usa, ha aggiunto, e di avere la certezza che in questo decennio «ci sia almeno un anno tra noi che li vediamo tentare di ottenere un'arma nucleare e loro che sono effettivamente divenuti in grado di ottenerla».

A rispondere è anche la Consigliera per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Susan Rice, a prendere la parola davanti alla platea dell'American Israel Public Affairs Committee (Aipac), la più influente lobby filo-israeliana negli Usa, per sottolineare che «un cattivo accordo con l'Iran sarebbe peggio di nessun accordo».

Il lungo intervento di Susan Rice è stato caratterizzato da una strenua difesa della linea della Casa Bianca e del presidente Barack Obama in particolare, ricordando come l'ancora senatore Obama proprio all'Aipac aveva definito «sacrosanta» la sicurezza di Israele, una promessa -ha detto ancora Rice- che ha mantenuto fino ad ora.

La consigliera per la sicurezza nazionale era stata tra coloro che nei giorni scorsi aveva maggiormente criticato l'invito dei repubblicani al primo ministro Benyamin Netanyahu a tenere un discorso al Congresso, che si concentrerà sul nodo Iran. Proprio all'Aipac Netanyahu ha compiuto la prima tappa della sua due giorni a Washington.

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