Sabato, 21 Maggio 2022
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I tacchi nella storia da Roma fino al cinema

Dalle origini incerte, probabilmente risalenti al 3500 a.C., come base di sollevamento dei macellai nell'antico Egitto, costretti a camminare sul sangue animale, il tacco è reso popolare nel 1500, come supporto a cavalieri e cavallerizze per ancorarsi meglio alla staffa. Ha sempre avuto una connotazione sensuale e sessuale.
Si tramanda che le prostitute nell'antica Roma fossero riconoscibili proprio dalle scarpe tacco e che alle concubine cinesi e alle odalische turche fossero imposti molto alti per evitare che fuggissero dagli harem. Alcuni lI attribuiscono anche alla misteriosa Monna Lisa nel 1507 nella posa per Leonardo Da Vinci, altri lo fanno risalire alle nozze della non molto alta, Caterina de' Medici, nel 1533 con il duca di Orleans, futuro re di Francia, indossati per essere all'altezza dell'amante di lui. Furono banditi dal codice napoleonico, ma nel 1793 Maria Antonietta salì sul patibolo indossando rialzi di 9 centimetri. Il XIX secolo segna l'oblio del tacco. Verso il 1950 inizia lo stile francese, Christian Dior e Roger Vivier inventano il tacco sottile. Lo stiletto, piccolo pugnale con lama affusolata, realizzato anche dal fiorentino Salvatore Ferragamo è vietato negli edifici pubblici per i danni alle pavimentazioni. Marilyn Monroe, Lara Turner, Brigitte Bardot e Sofia Loren, li consacrano. Con la creazione della minigonna, 1960, sono associati agli stivali che miglioreranno notevolmente il look a gambe nude, ma il movimento femminista e li fa mettere al bando.
Negli Ottanta accrescono in dismisura al pari dell'opulenza televisiva di Dallas e Dynasty. Dai primi'90 i "signori dello stiletto", con tacchi vertiginosi e design innovativi, sono Sergio Rossi, Cesare Paciotti, René Caovilla, Charles Jourdan, Gucci, Prada, Giuseppe Zanotti, Jimmy Choo, Emma Hope, e ancora prima Manolo Blahnik, il cui successo è in parte influenzato dai cult Sex and the City e Il diavolo veste Prada.


MI. AV.

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