Giovedì, 02 Dicembre 2021
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Pubblica amministrazione, Brunetta annuncia: lo smart working resterà ma solo al 15%

Lo smart working nella Pubblica amministrazione non sarà abolito, è auspicabile resti per una quota fino al 15%. Annuncio con il Corriere della Sera del ministro Renato Brunetta, che punta al ritorno in presenza della burocrazia come catalizzatore della ripresa, in questo momento sospinta anche dal superbonus 110% nell'edilizia.

Ritorno in ufficio anche per smaltire le montagne di arretrati, forti dell'arrivo di migliaia di nuovi assunti grazie allo sblocco del turnover e alle risorse Pnrr. E sullo smart working si definiranno 'regole del gioco' contrattuali per disconnessione, produttività, risultati. E una piattaforma informatica.

Sullo smart working per i dipendenti pubblici e il loro ritorno in presenza, nei giorni scorsi, si era scatenato il dibattito fra Governo e sindacati.

Il Governo sembrava orientato ad un pressing sul ritorno dei dipendenti pubblici in ufficio come modalità normale, da qui la frenata dei sindacati, sottolineando che la materia deve essere oggetto di negoziazione nel confronto per i rinnovi contrattuali del settore.

I rappresentanti dei lavoratori chiedono di evitare atti unilaterali e di lasciare che la materia sia regolata dalla contrattazione. In questo momento peraltro il tema si intreccia con quello del green pass che potrebbe essere esteso oltre i comparti della sanità e della scuola. Anche su questo i sindacati chiedono chiarezza ponendo il tema dell'obbligo vaccinale per tutti, difficile da imporre con la maggioranza variegata che sostiene il Governo, evitando di imporre il green pass solo ad alcuni settori ma mandando un messaggio chiaro a tutti i cittadini.

Sul tema è intervenuto il presidente Aran, Antonio Naddeo,dopo l'incontro sul contratto delle funzioni centrali: "Per quanto riguarda il dibattito sullo smart working e sul rientro in ufficio del personale del pubblico impiego - ha detto - credo che le polemiche sul ruolo della contrattazione siano del tutto infondate. Il contratto deve regolare, per la prima volta, gli istituti normativi ed economici del lavoro agile, ma non dove, come e quando farlo. Quello svolto fino ad ora è stato uno strumento di protezione del lavoratore a fronte della pandemia, adesso occorre riportarlo progressivamente al suo vero ruolo: uno strumento possibile di organizzazione del lavoro".

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