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CRISI

Coronavirus e nuove chiusure, Conte: "In due settimane ristori sui conti correnti"

coronavirus, Giuseppe Conte, Sicilia, Economia
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Zona rossa, arancione e gialla al via in ogni singola regione con alcune attività costrette a chiudere e altre ad affidarsi solo all'asporto e al domicilio e la crisi economica che va inesorabilmente avanti. A dare una buona notizia a chi deve fare i conti con la perdita di fatturato è direttamente il premier Giuseppe Conte.

"Come avrete visto ci siamo resi conti che i ristori messi in campo erano modesti e li abbiamo raddoppiati, moltiplicati. Chi ha già ricevuto dei contributi, li può raddoppiare". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo al mastershow "Ristoranti, una questione politica", organizzato dal Corriere della Sera.

"Faccio un esempio - ha poi proseguito -: un piccolo ristorante che nel precedente lockdown aveva ricevuto 2600 euro va a prendere 5200. Abbiamo moltiplicato i contributi a fondo perduto e rispetto alle nostre deliberazioni bastano all’agenzia delle Entrate un paio di settimane per accreditare i fondi sui conti correnti".

"Il virus è un treno che corre, oggi c'è bisogno di ulteriori riduttori della velocità", altrimenti "questo treno ci viene addosso", ha aggiunto. "Con queste misure che abbiamo introdotto, con questo piano che stiamo perseguendo, confidiamo che le restrizioni siano limitate a qualche settimana. Se riusciamo a contenere il contagio possiamo affrontare le settimane che ci aspettano con un margine di serenità", spiega il premier.

"Oggi non è una giornata felice per molte aree. Sono misure che rischiano di deprimere tanti esercenti. Poi ci le zone arancioni, che sono anche penalizzate e misure restrittive sono anche per le zone gialle. Noi però oggi non stiamo creando una deliberata volontà di penalizzare aree a discapito di altre. L’obbligo di mascherina era un primo riduttore di velocità, poi ne abbiamo introdotto un secondo e un terzo ma ci siamo accorti che il treno del virus non rallenta. E’ un sacrificio, però, che vogliamo che sia quanto più contenuto possibile nello spazio temporale. E se non intervenissimo i danni economici sarebbero ben peggiori", sottolinea.

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