Domenica, 07 Giugno 2020
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DL LIQUIDITÀ

Sei anni per restituire i prestiti, meno burocrazia e rinvio delle tasse: le misure per le imprese

Sei anni per restituire i prestiti, che saranno garantiti al 100% e senza istruttori a e senza costi fino a 25.000 euro per le piccole e medie imprese. E poi garanzia totale fino a 800mila euro mentre per le concessioni maggiori la garanzia scenderà al 90% ma moduli semplificati di valutazione economico finanziaria. E c'è anche il rinvio delle tasse.

Sul fronte prestiti, oltre ai sei anni per la restituzione, vengono istituite semplificazioni burocratiche per un'erogazione rapida dei soldi, con la presentazione della valutazione antimafia anche successivamente al rilascio del prestito. Il decreto liquidità secondo quanto riportato da uno schema dell'intervento, appare suddiviso in quattro parti: una parte dedicata alle imprese, una seconda alle persone fisiche che svolgono attività d'impresa, arti o professioni; una terza per gli enti territoriali, una quarta per le banche.

Passerà per il fondo di garanzia delle Pmi una parte della liquidità che arriverà alle imprese italiane, quelle medio piccole che rappresentano il tessuto economico più diffuso in Italia. Il fondo sarà rifinanziato con 7 miliardi garantendo liquidità per 100 miliardi. "E' uno strumento che le banche conoscono bene - ha detto il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli - e tutto sarà più rapido: tempo qualche giorno e le persone potranno recarsi presso gli istituti i credito". A valutare le grandi imprese, invece, sarà chiamata la Sace.

LIQUIDITÀ, PRESTITI E GARANZIE: La parte del fondo di garanzia destinato alle imprese prevede l'estensione dell'intervento alle imprese fino a 499 dipendenti, con una garanzia al 100% fino a 800 mila euro complessivi, con restituzione a 6 anni e "valutazione economica finanziaria e andamentale". Il prestito può arrivare fino a 5 milioni con garanzia fino a 6 anni, senza valutazione. In questi casi sono previsti meccanismi di erogazione rapida, con la presentazione della valutazione antimafia successivamente.
Per le persone fisiche che gestiscono attività impresa, arti o professioni - in pratica per le partite Iva - e per le piccole imprese sono previsti importi fino a 25.000 euro, con garanzia al 100% nella misura massima del 30% del fatturato 2019 o 2018.
In questo caso il rilascio della garanzia è automatica con la valutazione in capo alla banca in base ai dati economico finanziari. Il tasso applicato è minimo, con una maggiorazione di 0,5 punti. Anche in questo caso la restituzione del prestito può avvenire in più tempo, fino a sei anni.
È poi previsto che gli enti territoriali - le regioni e i comuni - che vogliono unire le forze per aiutare i territori e garantire le aziende locali possano aprire sezioni in cui contribuire con risorse proprie.
L'ultima misura è per le banche che aiutano le imprese, con un intervento sui portafogli di finanziamenti per imprese a rischio. Tre i punti: è possibile l'aumento dell'ammontare massimo del portafoglio a 500 milioni; viene prevista l'ammissione senza valutazione del merito di credito; è stabilita la garanzia al 90% sulle tranche junior, cioè sulle tranche più rischiose.

IL RUOLO DI CDP: In campo, su questo fronte della liquidità, il governo chiamerà di nuovo Cdp, che già nel decreto Cura Italia ha ottenuto risorse per 500 milioni in grado di sostenere prestiti per 10 miliardi. La dote sarà ora alimentata in modo sostanzioso. Si è definito anche il ruolo di Sace, che da Cdp è controllata e che rimarrà partecipata dalla Cassa anche se si sarebbe valutato lo spostamento per un controllo diretto dal parte del ministero dell'Economia. Sace, specializzata nel garantire le imprese nei loro impegni internazionali, avrà un ruolo chiave nella valutazione delle garanzie per i prestiti nei confronti delle imprese medio-grandi, alle quali viene esteso l'intervento con il decreto imprese.

RINVIO DELLE TASSE: Un secondo capitolo del decreto, finalizzato a lasciare risorse nelle casse delle imprese, è quello fiscale, con il rinvio di scadenze ora fissate al 31 maggio e un ampliamento della platea non solo alle filiere più colpite ma anche a chi abbia registrato perdite consistenti del fatturato, insieme alla creazione di un fondo per i futuri ristori. E, accanto a questo, si sta ipotizzando anche di abbassare gli acconti delle tasse di giugno-luglio - lasciando ad esempio ai Comuni la possibilità anche di rinviare l'Imu-Tasi-Tari - vista la riduzione di tutte le attività per le misure restrittive di contenimento del virus. Le norme fiscali sarebbero poi accompagnate da un alleggerimento della stretta per i rimborsi fiscali. Salterebbe anche l'esame di 'fedeltà fiscale' che le amministrazioni pubbliche devono fare sui propri fornitori prima di pagarli.

IL GOLDEN POWER: A difesa delle imprese italiane, infine, è in arrivo un rafforzamento dei 'poteri speciali' per evitare che, con il calo dei titoli borsistici, le imprese italiane di settori strategici possano essere acquistate all'estero a prezzi di saldo. E' prevista un'estensione del golden power, che già esiste sui settori della difesa, telecomunicazioni, energia, anche per alimentare, sanità, banche e assicurazioni. Il governo potrebbe utilizzarlo anche per tutelare le imprese medio-piccole, con meccanismi preventivi senza attendere la notifica di un take-over, proteggendo le società anche in ambito europeo.

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