Venerdì, 29 Maggio 2020
stampa
Dimensione testo

Economia

Home Economia Manovra, una card senza costi agli anziani per i pagamenti elettronici
LA MISURA

Manovra, una card senza costi agli anziani per i pagamenti elettronici

Nella manovra spunta una card a zero costi per gli anziani. Uno strumento, attualmente allo studio del governo, per dare la possibilità anche ai meno digitali, come gli ultrasessantacinquenni, di pagare con le carte, riducendo l'uso del contante. Un mezzo quindi che fa parte delle varie misure per facilitare la lotta all'evasione fiscale, che è lo "zoccolo duro" di questa manovra.

L'idea è quindi di stimolare la digitalizzazione dei pagamenti mettendo "tutti" nelle condizioni di usare bancomat, carte, sperimentando una "card" unica da usare come strumento di pagamento e carta d'identità. Una misura che si aggiunge alle nuove norme che prevedono sconti sulle commissioni Pos per i commercianti e l'abbassamento del tetto al contante. Per non penalizzare commercianti e artigiani, spiega il governo, l'esecutivo sta trattando per ottenere che ci siano "zero commissioni" per gli acquisti di più piccolo valore o comunque commissioni "sensibilmente più basse delle attuali".  Conte davanti ai preoccupati rappresentanti degli artigiani assicura: "La manovra non penalizzerà nessuno": è "falso", ribadisce, che ci siano nuove tasse sull'acqua gassata o la benzina.

Alla platea assai battagliera degli artigiani, che chiedono di "non accanirsi sui piccoli", Conte promette che se quest'anno per tagliare le tasse sul lavoro c'è la "somma non ingente" di tre miliardi, per il 2021 ci sarà "di più" e ci sarà spazio per tagliare non solo ai lavoratori ma anche alle imprese il cuneo fiscale.

Viene intanto firmato dal presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto fiscale: le norme entrano subito in vigore, ma non l'inasprimento delle pene per i reati fiscali, che diverrà effettivo solo dopo la conversione del Parlamento. E nelle Aule parlamentari già si annuncia battaglia, norma su norma. Alla vigilia dell'invio al Colle del decreto sul fisco si consuma l'ennesimo scontro - neanche troppo sotterraneo - nel governo: Luigi Di Maio fa saltare una norma introdotta nelle ultime bozze per dare accesso alle imprese operanti nel campo della difesa ai fondi per la cooperazione allo sviluppo. Il ministero della Difesa prende le distanze. E nel Movimento c'è chi sostiene che la manina che ha inserito la norma nel testo possa venire anche da Palazzo Chigi, con l'avallo del ministero dell'Economia. Caso chiuso? Si vedrà.

"Per qualsiasi cosa ci fosse, c'è la conversione del testo: abbiamo tutto il modo di fare le verifiche necessarie", dichiara Conte. Ma i partiti di maggioranza già pensano ad altro: sono in allerta per il testo della manovra, che è alla stretta finale. C'è chi sostiene che nel testo potrebbe esserci una novità su quota 100, che Italia viva propone strenuamente di cambiare.

Ma sia il M5s, che già teme "nuove manine", che il Pd sostengono che così non sarà: si era ipotizzato ancora nei giorni scorsi di allineare le regole di quota 100 per il pubblico e per il privato ma la legge di bilancio conterrà - spiegano - solo il congelamento, come garanzia per l'Ue, di spese equivalenti ai risparmi attesi su quanto inizialmente stanziato per quota 100. Dovrebbe esserci poi una novità sulla spesa per i consumi intermedi: non potrà essere superiore alla media degli ultimi tre anni.

© Riproduzione riservata

TAG:

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X