Venerdì, 06 Dicembre 2019
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LA BOZZA

Evasione fiscale come la mafia: nel nuovo decreto pure la confisca dei beni

evasione fiscale, manovra, Sicilia, Economia
Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri

Il fisco procederà alla confisca di beni 'per sproporzione' nel caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva. È una delle norme prevista dalla bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. La norma punta a colpire le organizzazioni criminali che fondano la propria capacità operativa sull'abilità di accumulare, occultare e reimpiegare proventi illeciti. La confisca, che di fatto estende le norme antimafia, scatta quando il condannato non può giustificare la provenienza dei fondi accumulati.

La bozza del decreto fiscale su cui il governo sta lavorando è composta da cinquantuno articoli. Il testo è ancora in lavorazione e alcune norme sono incomplete o da valutare. Ma inizia a prendere forma. Lo compongono misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva e alle frodi fiscali, disposizioni in materia di giochi, più altre norme fiscali e non, come il rifinanziamento del fondo di garanzia per le Pmi.

Vale quasi tre miliardi in tre anni la stretta sulle compensazioni in arrivo con il decreto fiscale collegato alla manovra. Lo prevede uno dei 51 articoli della bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. La norma modifica i presupposti per compensare crediti e debiti d’imposta prevedendo la presentazione della dichiarazione per credito sopra i 5 mila euro l’anno e comunque l’obbligo di presentare un F24 tramite i servizi telematici delle Entrate.

Il gettito previsto è di 1.084 milioni nel 2020, e 878 milioni nel 2021 e nel 2022.

Per «prevenire il gioco minorile e impedire l’esercizio abusivo del gioco con vincita in denaro, contrastare l’evasione fiscale e l’uso di pratiche illegali» arriva l’Agente sotto copertura. Lo prevede un articolo della bozza del decreto fiscale.

La norma autorizza l’Agenzia delle dogane e dei monopoli «a costituire, avvalendosi di risorse proprie, un fondo destinato alle operazioni di gioco a fini di controllo, di importo non superiore a 100.000 euro annui».

L’agente sotto copertura è autorizzato a effettuare operazioni di gioco presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi di gioco «con l’obiettivo di «acquisire elementi di prova». Le stesse operazioni potranno essere effettuate anche da polizia, carabinieri e Guardia di finanza di concerto con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Sempre nel decreto, in un altro articolo, è pevista una «riapertura del termine di pagamento della prima rata della rottamazione ter», che sposta la rata di scadenza del pagamento del 31 luglio 2019 al 30 novembre di quest’anno.

L’obiettivo, si legge nella relazione tecnica, è «evitare disparità di trattamento tra i debitori che hanno tempestivamente presentato la propria dichiarazione di adesione alla rottamazione-ter entro il 30 aprile 2019 - ovvero che provengono dalla rottamazione-bis o siano stati colpiti dagli eventi sismici verificatisi nel 2016 nell’Italia Centrale - e quelli che hanno fruito della riapertura del termine di relativa presentazione alla data al 31 luglio 2019».

La disposizione fissa per tutti il termine di pagamento della prima o unica rata al 30 novembre 2019.

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