Giovedì, 12 Dicembre 2019
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CONFESERCENTI

Commercio e turismo, dal 2009 record di fallimenti di aziende

ROMA. Migliora la situazione dei pagamenti nel commercio e nel turismo, ma i fallimenti tornano ad aumentare. Dopo i risultati positivi del secondo trimestre 2015, tra luglio e settembre sono state infatti ben 530 le imprese di commercio e turismo che hanno portato i libri in tribunale.

È quanto emerge dall'Osservatorio trimestrale sul Commercio e Turismo di Confesercenti, secondo cui si tratta del dato trimestrale più alto dal 2009 (inizio delle serie storica), superiore del 5,6% ai 502 fallimenti dello stesso periodo 2014 e di oltre il 123% rispetto a quelli del terzo trimestre 2009. In media, nei primi nove mesi dell'anno, hanno avviato le procedure fallimentari circa 7 negozi o attività turistiche al giorno, per un totale che supera le 1.860 unità. Un numero ancora elevato, osserva Confesercenti, ma comunque in leggero calo rispetto ai 1.934 fallimenti dei primi nove mesi del 2014. A livello regionale, i numeri assoluti più elevati di imprese fallite nel commercio e nel turismo si registrano in Lombardia, seguita da Lazio e Campania.

Se invece si considera l'incidenza del numero totale di attività fallite sullo stock complessivo di imprese di commercio e turismo nelle singole regioni, la maglia nera va all'Umbria, dove da inizio anno sono fallite 43 attività turistiche e commerciali: 2,6 ogni mille imprese attive nel settore. Seguono Lombardia e Lazio, con 2,1 imprese fallite ogni mille. I risultati migliori si registrano invece in Molise (0,8 imprese fallite su 1000), Basilicata (1,06) e Sardegna (1,15). Migliora invece la dinamica dei pagamenti.

Nel terzo trimestre, le imprese del commercio che hanno saldato con un ritardo grave (oltre i 30 giorni rispetto alla data di scadenza) sono state il 23,1%, in calo dell'1,1% sul dato di giugno. Il miglioramento riguarda tutte le aree geografiche, anche se Sud e Isole continuano a mostrare maggiori criticità: la percentuale di pagamenti oltre i 30 giorni dalla scadenza è del 32,3%, più del doppio del 12,6% del Nord Est. Anche le imprese del turismo che pagano con ritardo grave diminuiscono: nel secondo trimestre sono il 31,7%, l'1% in meno rispetto allo stesso periodo 2014. Anche in questo caso sono Sud ed Isole a mostrare le criticità maggiori, con una percentuale di cattivi pagatori del 49,4%, circa quattro volte il livello registrato nel Nord Est (14,7%).

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