Sabato, 29 Febbraio 2020
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LA CERIMONIA

Sipario sull'Expo, Mattarella: "L'Italia unita può vincere le sfide"

Tutti gli occhi erano comunque sul protagonista principale di quest'avventura il commissario Giuseppe Sala. Il suo ringraziamento è andato ai volontari (ovazione ogni volta che sono stati citati) e anche ai visitatori

MILANO. L'Expo di Milano è chiusa ed è stata «un successo»: lo hanno riconosciuto tutti alla cerimonia di chiusura della manifestazione che in sei mesi è stata visitata da 21,5 milioni di persone, cinque nel solo ottobre. Lo ha riconosciuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha fatto il discorso finale e ha dichiarato ufficialmente chiusa l'esposizione di Milano.

«La sfida - ha sottolineato - non è stata vinta da qualcuno contro qualcun'altro. È stata vinta da un'Italia che, quando si unisce in un impegno comune, evitando che le naturali diversità producano eccessi di antagonismo, sa esprimere grandi doti e mostrare al mondo le sue originali qualità». Il presidente non ha mai citato Roma, o polemiche specifiche ma ha rilanciato un messaggio di unità che ripete da tempo.

«L'Expo - ha detto - ci ha dato una prova ulteriore di quanto grandi siano le cose che ci uniscono, superiori a quelle che legittimamente ci separano. Il nostro dibattito pubblico, per essere maturo e riconquistare credibilità e fiducia, non può oscurare le sinergie e i terreni di convergenza, pena un generale impoverimento».

Appena conclusa la cerimonia di Milano, il premier Matteo Renzi, che oggi non era presente, ha rivendicato che «'Expo è l'orgoglio di chi ha vinto una sfida che sembrava impossibile, una sfida vinta non dal governo ma dall'Italia, dai passeggini in fila davanti agli ingressi, ha vinto l'Italia del 'perchè No». Con Mattarella a Milano però c'era una parte del governo, i ministri Maria Elena Boschi, Roberta Pinotti e soprattutto Maurizio Martina che ha la delega ad Expo e dal palco ha sorriso alla platea esclamando: «missione compiuta».

Tutti gli occhi erano comunque sul protagonista principale di quest'avventura il commissario Giuseppe Sala (che voci danno come possibile candidato sindaco per il centrosinistra a Milano, anche se lui ha ripetuto di non aver deciso). Dal palco lo ha ringraziato apertamente Mattarella (che ha detto grazie anche a Milano) così come il segretario del Bie (l'organizzazione che gestisce le esposizioni universali) Vicente Loscertales.

Sala si è preso l'applauso del pubblico, della 'sua gente« e ha detto, ringraziando tutti quelli che ci hanno lavorato, che ciò che li accomuna non è solo il senso »di vittoria ma di aver fatto bene il nostro dovere. Abbiamo dimostrato che siamo in grado di accogliere e stupire il mondo«.

Il suo ringraziamento è andato ai volontari (ovazione ogni volta che sono stati citati) e anche ai visitatori. »È stato un Expo della gente. Loro - ha aggiunto - hanno creato un evento unico e se passerà certamente nella storia del nostro Paese molto si deve al civismo di chi lo ha visitato«. Il senso di unità evocato da Mattarella sarà messo alla prova già a partire da domani, per la gestione del dopo Expo, su cui il Capo dello Stato ha richiamato a »scelte sagge«.

»Deve diventare un luogo in cui si costruisca il futuro« ha esortato il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, rivendicando il »lavoro di squadra« in »stile lombardo« fatto finora. »C'è malinconia e anche la gioia di chi sa che ha fatto bene«: è stato il bilancio di un »emozionato« sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. »Questi - ha proseguito - sono i primi passi. Quanto abbiamo costruito non andrà perduto, non perderemo lo slancio, lavoreremo insieme con il mondo anche nel futuro«. »Da domani - ha concluso - si ricomincia«.

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