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REGIONE

Caccia agli sprechi della sanità:
verifiche su appalti da oltre un milione

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Collaborazione con l’agenzia del ministero della Salute e con l’Anticorruzione per scoprire eventuali anomalie

PALERMO. L’assessorato alla Sanità passerà ai raggi X tutti gli appalti superiori al milione banditi dalle Asp siciliane. L’obiettivo è verificare l’opportunità degli acquisti e che la spesa non sia eccessiva.

La caccia agli sprechi nasce anche da un botta e risposta fra il condirettore del Giornale di Sicilia e l’assessore alla Sanità. Sulla sua pagina Facebook Giovanni Pepi ha pubblicato un post prendendo spunto da un appalto tagliato recentemente dal manager dell’Asp di Palermo, Antonio Candela. La gara è quella per la sicurezza e la sorveglianza di Asp e ospedali: era stata aggiudicata dal vecchio manager per 25 milioni ma la nuova gestione l’ha bloccata e rifatta aggiudicandola per soli 7 milioni. Operazione che ha resistito anche ai prevedibili ricorsi al Tar. Da qui Pepi è partito per rivolgere due domande alla Regione: «Perché si dice che i tagli nella sanità sono impossibili, quando si accertano sprechi come questi? E perché, se tali sprechi sono possibili, il governo della Regione non dispone inchieste e controlli per smantellarne altri? Tagliando cosi, possiamo togliere risorse e potere ai forti e ai furbi per destinarli ai deboli che hanno bisogno di maggior tutela».

Gucciardi ha scelto la pagina Facebook del condirettore del Giornale di Sicilia per raccogliere la provocazione: «Risparmiare si può. Ho già avviato una ricognizione capillare in tutte le aziende sanitarie siciliane delle gare con importo superiore a un milione. Verificheremo gli atti di gara relativi minuziosamente. Lasciare risorse a furbi e criminali sarebbe intollerabile non solo per il dovere di combattere reati e crimini, ma anche per recuperare risorse da reinvestire in servizi sanitari in un periodo in cui le risorse sono scarse e limitate».

Mettiamo sotto i riflettori oggi Antonio Candela. Da manager dell'Asp 6, revocò un appalto che considerava costoso. Oggi...

Posted by Giovanni Pepi on Sabato 10 ottobre 2015


DAL GIORNALE DI SICILIA DELL'11 OTTOBRE 2015

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