Mercoledì, 08 Aprile 2020
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Ripresa, Draghi: "Bce pronta, ma la politica monetaria non può fare tutto"

Draghi osserva che le banche greche dovrebbero essere ricapitalizzate entro la fine dell'anno. E cerca di calmare i timori sulla Cina: le autorità - afferma - hanno rassicurato sulle crescita.

LIMA.La Bce è pronta ad agire, nei limiti del suo mandato, se necessario. Ma la politica monetaria non può fare tutto. Lo afferma il presidente dell'Eurotower, Mario Draghi, sottolineando che la ripresa di Eurolandia procede «molto, molto graduale» mentre quella degli Stati Uniti si è «rafforzata».

Da qui la divergenza delle politiche monetarie dei due paesi, spiega Draghi, che a margine dei lavori del G20 e del Fmi ha incontrato il presidente della Fed, Janet Yellen. «Ci siamo aggiornati sullo stato delle rispettive economie» precisa Draghi. Constatando come l'inflazione nell'area euro dovrebbe rimanere bassa nel breve termine e come l'outlook dell'inflazione sia caratterizzato da rischi al ribasso, Draghi osserva che le banche greche dovrebbero essere ricapitalizzate entro la fine dell'anno. E cerca di calmare i timori sulla Cina: le autorità - afferma - hanno rassicurato sulle crescita.

«Nessuno scivolone della Cina è in vista» rassicura il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, mettendo in evidenza che i rischi al ribasso sulla crescita sono aumentati, anche se il quadro non è così negativo come alcuni dicono. Le affermazioni di Pechino sulle riforme sono rassicuranti: la Cina non poteva crescere a tassi a due cifre per sempre, aggiunge il segretario al Tesoro americano, Jack Lew. Secondo Lew gli Stati Uniti «non possono essere il solo motore della crescita mondiale». «L'economia americana è forte e la fiducia elevata. I paesi devono raddoppiare gli sforzi per rafforzare la domanda».

A mettere in evidenza un quadro a luci e ombre è anche l'Imfc, il braccio esecutivo del Fmi. Nel comunicato finale diffuso al termine della riunione, l'Imfc precisa che la ripresa è «modesta e incerta, le prospettive sono più deboli, i rischi all'outlook aumentati». Ribadendo il proprio impegno contro ogni forma di protezionismo e di svalutazione competitiva, l'Ifmc sostiene la necessità di una «comunicazione attenta, calibrata, chiara ed efficace per le decisioni politiche per aiutare a limitare la volatilità del mercato e ricadute negative».

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