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Aziende agricole, in Sicilia sempre più i giovani al lavoro ma sono tante anche le donne

Alessandro Chiarelli, presidente regionale della Coldiretti, fissa le due priorità da affrontare per consentire «il grande salto in avanti» dell’economia agricola nell'Isola

Alessandro Chiarelli, presidente Coldiretti Sicilia

PALERMO. Sempre più giovani «ma anche donne ed extracomunitari». I numeri in crescita registrati dalla Coldiretti a livello nazionale vanno di pari passo con quelli della Sicilia, dove le difficoltà per inserirsi in questo «movimento nazionale di ritorno alla terra» sono dettate dalle «tante follie» della politica regionale, dalla «carenza di infrastrutture» e dalla «burocrazia che rallenta il processo di crescita». Accelerare sui fondi europei Psr e sulla realizzazione della «banca della terra» sono per Alessandro Chiarelli, presidente regionale della Coldiretti, le due priorità da affrontare per consentire «il grande salto in avanti» dell’economia agricola siciliana.

Secondo la Coldiretti nazionale nel 2015 i giovani agricoltori sono aumentati in Italia del 35% rispetto al 2014. È un dato in linea con quello siciliano?

«Sì, il trend è fortemente positivo, ma non solo. Cresce anche il numero delle donne. E tra i tanti giovani che decidono di aprire un’impresa agricola ci sono anche molti immigrati: se prima erano visti solo come manodopera, ora gli extracomunitari si stanno rivelando anche una risorsa per la nostra economia agricola».

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