Martedì, 26 Maggio 2020
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Provenienza della carne tracciabile: in arrivo le nuove etichette

"Finalmente non sarà più anonima la provenienza della carne fresca di maiale, di agnello e capretto grazie all'entrata in vigore dal primo aprile anche in Italia del nuovo Regolamento Ue che impone l'indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza"

ROMA. «Finalmente non sarà più anonima la provenienza della carne fresca di maiale, di agnello e capretto grazie all'entrata in vigore dal primo aprile anche in Italia del nuovo Regolamento Ue che impone l'indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili».

È quanto afferma Coldiretti, nel sottolineare che «la maggioranza degli operatori si sta già adeguando per iniziare la settimana con le nuove etichette». Per essere certi di portare in casa prodotto al 100 per cento tricolore - spiega Coldiretti -, occorrerà scegliere la carne con la scritta «origine Italia» poichè sta a significare che tutte le fasi, dalla nascita all'allevamento fino alla macellazione si sono svolte sul territorio nazionale. Una storica novità che - prosegue Coldiretti - giunge a circa 15 anni dall'obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, introdotta sotto la spinta dell'emergenza «mucca pazza» con il regolamento Ce 1760/2000 che impose l'obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione. Dalla nuova norma tuttavia - aggiunge l'organizzazione agricola - «restano ingiustamente escluse la carne di consiglio, particolarmente diffusa a livello nazionale, e quella di cavallo
oggetto di un recente scandalo, ma anche le carni di maiale trasformate in salumi. Una carenza particolarmente grave che va colmata al più presto in una situazione in cui in Italia due prosciutti su tre sono fatti da maiali stranieri senza che il consumatore lo sappia». E la situazione non è certo migliore per
salami, soppressate, coppe o pancette«. »Su questi prodotti l'eventuale obbligo dell'origine - continua Coldiretti - dipenderà dagli studi di impatto che la Commissione Europea sta realizzando, con un certo ritardo sui tempi previsti dal Regolamento 1169/2011, nonchè dalle successive valutazioni
politiche degli Stati membri«.

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