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L'ALLARME

L'assessore Borsellino: “Roma non può imporci altri tagli, l’assistenza sarebbe a rischio”

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L’assessore: le riduzioni dei fondi, che lo Stato progetta, ci costringeranno a misure drastiche. Rischio piani di rientro

PALERMO. «Ci sono forti criticità che insidiano la nostra stabilità economico-finanziaria. Non può dirsi definitivamente scongiurato il paventato ritorno ai piani di rientro»: poco prima di attaccare all’Ars la clinica Gibiino e i medici che quella notte rifiutarono il soccorso, Lucia Borsellino ha avvertito dei rischi che corre il sistema sanitario.
È un avvertimento che il più tecnico degli assessori di Crocetta fa eccezionalmente in chiave politica. Rivolta soprattutto al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Perchè, secondo la Borsellino, la Sicilia ha rispettato il piano dei tagli e ora rischia di andare in crisi per un nuovo ridimensionamento ai finanziamenti che sta progettando il governo di Renzi a Roma: «Il sistema è pronto ad affrontare la sfida purchè a livello centrale si pensi a criteri più perequativi nella distribuzione delle risorse» ha aggiunto la Borsellino. In sintesi, se lo Stato tagliasse ancora, il sistema siciliano non reggerebbe e ricomincerebbe a produrre deficit, che a sua volta costringerebbe a tornare ai piani di rientro. Cioè a quei limiti alla spesa per recuperare il deficit che già dal 2008 al 2013 hanno messo alle corde la sanità pubblica: «Un nuovo piano di rientro - ha sintetizzato la Borsellino - sarebbe ai limiti della sostenibilità dei livelli essenziali di assistenza».
La tragica morte della piccola Nicole ha riacceso lo scontro sulla sanità. La Borsellino se ne dice rammaricata. E tuttavia al ministro che di nuovo ieri ha tratteggiato l’ipotesi di commissariare la Regione, ha dato risposte mirate: malgrado i tagli imposti negli anni scorsi «sono stati attivati tutti gli strumenti per garantire l’equilibrio tra risorse disponibili e miglioramento dei servizi».

La strada è tracciata e l’assessore ha chiesto che non venga impedito di continuare a percorrerla, visto che i prossimi traguardi sono segnati: «Già nel 2013 abbiamo dato ai manager indicazioni per potenziare i punti nascita. A settembre 2014 è stato fatto un monitoraggio e sono stati predisposti per ciascuno piani di miglioramento con azioni e tempi precisi. Con la nuova rete ospedaliera possiamo sbloccare le assunzioni dimensionando coerentemente le dotazioni organiche degli ospedali evitando una precarietà che non fa bene ai lavoratori e all’efficienza». L’assessore ha anche risposto all’attacco di Forza Italia e Aiop che contestano la mancata attivazione dei servizi di trasporto neonatale: «A ottobre abbiamo comunicato al ministero che ad aprile avremo completato l’attivazione del servizio che intanto però è assicurato dal 118».

La Borsellino ricorda più volte che «tutti gli atti di programmazione sono concordati col ministero». E aggiunge che, sempre secondo quanto concordato, le prossime tappe sono il completamento del processo di razionalizzazione dei punti nascita e il miglioramento dell’appropriatezza dei ricoveri in terapia intensiva neonatale verificando la corrispondenza dei criteri di ingresso e di dismissione». Proprio ieri l’assessore ha disposto un piano di ispezioni in tutti i punti nascita, pubblici e privati, per la verifica «dell'effettivo adeguamento ai requisiti strutturali stabiliti dalla legge». E per la Borsellino va migliorata «la comunicazione fra ospedali e centrali operative del 118» ancora oggi non informatizzata.

Sono tutte le falle di un sistema che l’assessore definisce «un cantiere aperto» nel quale si è mossa «fra difficoltà che hanno appesantito il mio lavoro». La Borsellino si riferisce anche agli scontri con l’opposizione e pezzi di maggioranza in Sicilia.

Ma Crocetta attacca il ministro, secondo cui la Sicilia non riesce a garantire i livelli essenziali di assistenza: «Non è assolutamente vero - ribatte il presidente -. Chi dice ciò non è informato o mente sapendo di mentire. Da quando ci siamo noi, per la prima volta, la Regione ha superato di ben cinque punti la valutazione sui livelli essenziali fatta proprio dal ministero. Lo sforzo che abbiamo fatto è ancora maggiore se si pensa che nel 2010 su un minimo consentito di 160 punti la valutazione della Regione era 109. Mi chiedo perchè in quegli anni il ministero non pensava di commissariare la Regione. Sono esterrefatto, una vicenda così terribile non andava strumentalizzata politicamente. Impugneremo qualsiasi provvedimento contro la Sicilia».

 

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