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Cambiano i criteri per il calcolo delle esenzioni, caos per il nuovo Isee

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A quest’anno però i criteri per stabilire la fascia di appartenenza tiene conto di molti più fattori rispetto al passato: oltre al reddito bisogna dichiarare ad esempio l’eventuale possesso di beni immobili e di risparmi in conti bancari o libretti postali

PALERMO. Si fa dura la vita per i furbetti dell’esenzione. Ma pure chi rispetta la regole è bene che si rimbocchi le maniche. Attestare il proprio reddito per accedere a bonus e agevolazioni è sempre più complesso.

Dal primo gennaio 2015 è in vigore infatti il nuovo Isee, l'Indicatore della situazione economica equivalente introdotto nel 1998 per definire la situazione economica di un cittadino e del suo nucleo familiare.

Da quest’anno però i criteri per stabilire la fascia di appartenenza tiene conto di molti più fattori rispetto al passato: oltre al reddito bisogna dichiarare ad esempio l’eventuale possesso di beni immobili e di risparmi in conti bancari o libretti postali.

Peccato che gli istituti di credito non siano riusciti a fronteggiare le migliaia di richieste che stanno giungendo in queste prime settimane dell’anno in vista delle scadenze che riguardano ad esempio la richiesta di agevolazioni per l'asilo nido.

Per ottenere il nuovo Isee, bisogna presentare anche il dato sulla giacenza media del conto corrente: si tratta della somma che mediamente, ogni giorno, è stata depositata in banca o alla posta. Calcolarla non è semplice se nel conto sono state effettuate molte operazioni: per evitare di sbagliare e incorrere in false dichiarazioni, è possibile ottenere il dato richiedendo apposito certificato  allo sportello.

“Ma i tempi si allungano a dismisura – racconta Maurizio Corso della Uil – le Poste ad esempio impiegano circa due settimane mentre per ricevere l’Isee dall’Inps trascorrono in media altri dieci giorni lavorativi”.

Morale della favola, tra una fila e l’altra e dopo intere mattinate trascorse per sbrigare le pratiche, l’Isee arriverà comunque non prima che sia trascorso un mese e col rischio di dover pagare in banca il rilascio della certificazione anche più di dieci euro in base al proprio istituto bancario. Ma c’è di più. “Il vero problema – sostiene Ketty Gangemi della Cisl – è che la stragrande maggioranza dei Comuni non ha ancora adeguato le nuove soglie dell’Isee per accedere alle prestazioni”.

In pratica con i nuovi parametri i cittadini potranno ritrovarsi più ricchi o più poveri e restare esclusi dai sussidi. Così in molte parti d’Italia i sindaci stanno procedendo con periodi di prova per capire come tutelare le fasce più deboli in base ai nuovi parametri.

Il nuovo Isee tiene conto infatti non solo del reddito percepito ma anche del patrimonio immobiliare, del possesso di un'auto e di eventuali somme in banca. Ma sarà anche possibile chiedere una prestazione o un sostegno dimostrando di non avere reddito nel caso in cui ad esempio si è stati licenziati.

Se in passato il reddito dell'Isee si riferiva all’anno precedente, adesso è stato introdotto l’Isee corrente, che tiene conto del reddito attuale se questo ha subito una variazione maggiore del 25 per cento rispetto al passato.

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