Mercoledì, 03 Marzo 2021
stampa
Dimensione testo

Cultura

Home Cultura "Locked down", quando il cinema racconta il Coronavirus: arriva il nuovo film con Anne Hathaway
AMBIENTATO A LONDRA

"Locked down", quando il cinema racconta il Coronavirus: arriva il nuovo film con Anne Hathaway

cinema, Anne Hathaway, Sicilia, Cultura
Anne Hathaway e John David Washington

"Ti conosco mascherina!"... quando il Covid entra nel film. Era solo questione di tempo, doveva accadere prima o poi.

Arrivano i primi film in cui il Covid è co-protagonista, costringendo, permettendo, a seconda delle necessità, i suoi protagonisti a vivere una vita diversa da quella fino a oggi conosciuta. Il cinema delle maschere, che sembra quasi una dotta considerazione da Commedia dell’Arte, ma non si parla di Pulcinella e Pantalone, ma di FFP2, che devono indossare naturalmente tutti sul set durante le riprese, e in alcuni casi anche le star di fronte alla macchina da presa.

Come succede a Anne Hathaway e John David Washington in Locked Down, e il titolo è già tutto un programma. Ambientato a Londra, racconta la storia di una coppia che proprio durante il lockdown vede la sua vita peggiorare ulteriormente perchè Paxton perde il suo lavoro di autista di camion per le consegne a domicilio a causa dei tagli dettati dalla pandemia. Lui e la moglie Linda decidono quindi di trarre il meglio dalla situazione. Approfittando della serrata, rapinare una gioielleria. Diretto da Doug Liman, il creatore della saga cinematografica di Jason Bourne, Locked Down è stato ideato, scritto, girato e finalizzato dopo l’inizio della pandemia.

È uscito sulla piattaforma americana HBO Max e arriverà quanto prima anche in Italia. Quello che invece è già disponibile su Netflix è Malcolm & Marie, storia di una coppia in disfacimento costretta a passare il lockdown nella stessa casa. Una reclusione che fa scorrere pensieri, parole, gesti ed emozioni. Protagonisti in questo caso Zendaya e, guarda un po', John David Washington, il paladino del cinema nell’epoca del Covid, dato che è anche il protagonista di Tenet, il film che avrebbe dovuto salvare il cinema dalla pandemia, e in cui il figlio del grande Denzel (no, non è una semplice omonimia) indossa anche un respiratore. Della serie, prevenire è meglio che curare.

A dire il vero, il primo film sul Covid è stato annunciato già alcuni mesi fa. È prodotto da Michael Bay, si intitola Songbird, e mostra il mondo nel 2024, con il Covid che ha continuato a mutare e mietere sempre più vittime. I contagiati vengono isolati in zone di contenimento e la situazione generale non è proprio il massimo. In questo panorama idilliaco, seguiamo la corsa sfrenata di Nico che vuole raggiungere la sua amata Sara dall’altra parte di Los Angeles, attraversando la metropoli devastata sfrecciando in bicicletta. Il trailer è già on line da tempo, e ha scatenato roventi polemiche. Il record del mondo sui cinque metri, ovvero la massima distanza percorribile da divano a frigorifero, lo detiene Enrico Vanzina, che con il suo Lockdown all’italiana ha preceduto tutti già a ottobre, girando il film, durante l’estate romana che sembrava avere debellato il virus. E al netto delle critiche, in alcuni casi anche poco urbane, il fratello del compianto Carlo ha tirato fuori una pochade sul Coronavirus.

Altri ne arriveranno di film che racconteranno questa realtà che tutti stiamo vivendo, anche se a onor del vero l’impatto maggiore che avrà la pandemia sul cinema è quello solo apparentemente meno evidente. Meno abbracci, baci, scene di passione, contatti fisici in generale ridotti all’osso e personaggi in scena sempre distanziati quanto possibile. Necessità che vanno a influire sul linguaggio cinematografico, sulle scelte degli obiettivi, la composizione dell’immagine e quindi della costruzione del set e della conseguente illuminazione. Il cinema è un’arte che rappresenta la realtà, e si dovrà di conseguenza adattare. E in ultima istanza, c'è un’altra considerazione da fare. Ma la gente avrà davvero tutta questa voglia di rivivere al cinema quello che ha già sofferto per un anno e mezzo almeno, forse più, sulla sua pelle?

L’impressione è che il cinema del Covid sarà una breve stagione. E che non vediamo l’ora di rivedere degli enormi dinosauri clonati sul grande schermo, o chi per loro. La fantasia è molto meglio della realtà, un primato indiscutibile da oggi in poi.

© Riproduzione riservata

TAG:

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X