Lunedì, 18 Novembre 2019
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LA FICTION

Set in Sicilia, Kim Rossi Stuart in tv è "Maltese": "Mi sono ispirato a Cassarà"

Le scene sono state girate fra Palermo, Trapani, Mozia e Castellammare del Golfo. Nel cast anche gli attori palermitani Francesco Scianna ed Enrico Lo Verso

ROMA. C'è chi potrà riconoscervi delle similitudini con Montalbano, per via del mare, chi con altre serie poliziesche, a cominciare da quelle a cui gli stessi ideatori confermano di aver inizialmente guardato, La Piovra.

Ma 'Maltese, romanzo di un commissario', in onda su Rai1 da lunedì 8 maggio in quattro prime serate evento, che vede il ritorno in tv, dopo 12 anni, di Kim Rossi Stuart affiancato da un maxi cast (tra gli altri i palermitani Francesco Scianna ed Enrico Lo Verso, Valeria Solarino, Rike Schimid, Michela Cescon), compie un salto di qualità come conferma il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta:

«E' un nuovo classico che ibrida il grande patrimonio culturale ed emotivo della nostra fiction con lo stile del thriller all’americana carico di suspense, con una forte componente action. Il risultato è una serie di genere profondamente radicata nell’identità antropologica italiana».

«Mi sono reso conto - continua Rossi Stuart - di quanto poco conoscessi quelli che sono gli eroi della storia recente. Ho approfondito la vicenda di Ninni Cassarà. C'era tanto di lui in Maltese, ma ho trovato anche delle foto di Falcone e Borsellino che mi hanno toccato molto. Ho riguardato La Piovra... l’ho trovata un capolavoro ancora oggi»

Kim Rossi Stuart entra con discrezione nel personaggio e lo fa suo. Un lavoro di sottrazione, sguardi, sfumature. Da grande attore. La regia di Tavarelli moltiplica i piani nell’inquadratura, sfoca le immagini, ha il senso dello spazio e della profondità. La musica non è più un accompagnamento tradizionale, ma un controcanto di sonorità che entra attivamente nel gioco del racconto.

C'è un senso epico che racchiude il talento e il dolore di tanti investigatori realmente esistiti, eroi dal volto umano in lotta contro il male. Sullo sfondo di una Sicilia martoriata dalla violenza e ostaggio della criminalità organizzata, un avvincente poliziesco dalle venature del giallo e del noir. Il racconto delle gesta ardimentose di un paladino solitario e della legalità in un periodo storico, quello degli anni Settanta, in cui le mire espansionistiche della mafia infiammano lo scontro con le istituzioni e con gli uomini servitori dello Stato. L’unica gioia della vita di Maltese è la figlia (la piccola Cloe Romagnoli, vista in Braccialetti Rossi). Una coproduzione Rai Fiction-Palomar con Maze Pictures - ZDF Enterprises e Dramedy Productions, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nicola Serra con Max Gusberti, per la regia di Gianluca Maria Tavarelli e sceneggiature di Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli.

La storia racconta di Dario Maltese, un commissario di polizia della narcotici di Roma, durante la fine degli anni '70. Decide di tornare nella sua città natale, Trapani, per il matrimonio di un amico e collega che però viene ucciso davanti a lui.

Dario allora si fa trasferire in Sicilia e ne prende il posto.

La fiction è stata girata fra Palermo, Trapani, Mozia e Castellammare del Golfo.

L’attore spiega:

«Io sono uno che pondera i suoi personaggi, questa volta pensavo di riposarmi un po': anche se la storia mi piaceva quando mi è stata proposta, dovevo fare il mio film da regista, quindi mi ero preso un pò di tempo anche se avevo deciso di accettare. Ci siamo accordati su un’idea di massima, che si ispirava al modello Piovra, e due anni dopo, a poche settimane dalle riprese, mi sono ritrovato a leggere questa sceneggiatura. Mi sono chiuso nel mio studio per due ore, più andavo avanti e più mi rendevo conto che si trattava di una cosa da non prendere sotto gamba. Ho sentito questo macigno meraviglioso di avere a che fare con un essere umano disposto a mettere in gioco la sua vita, non in base al narcisismo, ma per una spinta misteriosa che è quella che porta le persone a sacrificarsi».

Alla domanda, meglio un ruolo da cattivo o da buono? risponde:

«Non ho preferenze. Oggi è facile promuovere il male, non mi sembra un caso la possibilità preziosa di raccontare un eroe positivo» (tra i suoi personaggi anche Vallanzasca o il freddo di Romanzo Criminale ndr). Maltese è la sintesi di diversi investigatori coraggiosi che cercarono di fare luce sulla mafia quando in troppi ne negavano l’esistenza. Molti vennero infangati e allontanati. Altri, schiacciati dalla paura, abbandonarono le indagini. Dario Maltese non si può fermare. Secondo il produttore Degli Esposti, "i personaggi di questa serie somigliano agli operatori che lavorano sulle navi delle Ong che in questi giorni vengono infangati. E gli articoli del film che cercano di fermare Maltese somigliano a chi infanga oggi quelle Ong"».

© Riproduzione riservata

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