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CIVITANOVA MARCHE

Alika finito a mani nude nell'indifferenza dei passanti, il fermato chiede scusa

Sicilia, Cronaca
Charity Oriachi, moglie di Alika, alla manifestazione della comunità nigeriana

Inseguito e colpito a mani nude nel pieno centro di Civitanova Marche, pestato e schiacciato a terra per tre quattro minuti fino alla morte dal suo aggressore, un operaio di 32 anni - Filippo Ferlazzo, salernitano - che dal carcere prova a chiedere scusa, dopo aver mentito sulle circostanze del pestaggio al momento dell’arresto, e per il quale i legali stanno valutando se chiedere la perizia psichiatrica. Pare che abbia piccoli precedenti e problemi di instabilità mentale.

Così è stato ucciso il venditore ambulante nigeriano 39enne Alika Ogorchukwuch - un uomo tranquillo che aveva appena ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno, claudicante per aver subito un investimento - nel pomeriggio di ieri (30 luglio) lungo corso Umberto, a Civitanova Marche, senza che nessuno dei passanti abbia mosso un dito.

«Ora voglio solo giustizia per mio marito» ha detto piangendo Charity Oriachi, la moglie di Alika, rimasta sola con il loro bambino di otto anni, durante la protesta della comunità nigeriana raccoltasi sul luogo dell’omicidio.

Lunedì il fermato comparirà davanti al gip. Contro di lui le tante immagine che riprendono il pestaggio e il racconto di due turiste: «Il cittadino nigeriano chiedeva l’elemosina poi si è allontanato, lui lo ha inseguito, picchiato col bastone e poi a mani nude».

Un film dell’orrore di 4 minuti. È sull'assordante indifferenza che insieme alla violenza ha tolto la vita ad Alika - l’autopsia stabilirà se è morto per asfissia o soffocamento, ipotesi emerse dalle immagini della videosorveglianza acquisite dalla polizia - che puntano il dito le reazioni all’omicidio efferato. «L'assassinio di #AlikaOgorchukwu lascia sgomenti.

Ambulante nigeriano ucciso a colpi di stampella per un apprezzamento a una donna

La ferocia inaudita. L'indifferenza diffusa. Non possono esserci giustificazioni. E nemmeno basta il silenzio. L’ultimo oltraggio ad #Alika sarebbe quello di passare oltre e dimenticare», twitta il segretario del Pd, Enrico Letta. Per Roberto Speranza, leader di Articolo 1, «l’indifferenza è grave e ingiustificabile quanto la violenza». L’uccisione di Alika Ogorchukwu «ci lascia attoniti», scrive su Fb il leader M5s Giuseppe Conte che domanda «ma tutti i presenti che hanno ripreso con i loro smartphone la colluttazione senza provare a intervenire cosa faranno?». Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Fi, esprime dolore e cordoglio ai familiari di Alika per un «evento estraneo alla natura di Civitanova Marche, da sempre una città aperta, pacifica ed accogliente».
Scambio polemico tra Corrado Formigli, conduttore di Piazza Pulita, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. «Nigeriano invalido massacrato a bastonate da un italiano a Civitanova Marche. Attendiamo post indignati di @MatteoSalvini e @GiorgiaMeloni», ha twittato il giornalista. «Prima di usare la morte del povero Alika per la tua penosa propaganda, non potevi almeno esprimere solidarietà alla famiglia? Come puoi verificare, io la mia condanna verso questo brutale omicidio l'ho espressa e subito. Sciacallo», replica la leader di Fdi. «Penoso. Sciacallo. Così parla una aspirante leader di governo. Chapeau. Felice comunque di aver contribuito col mio tweet a farle scrivere due parole per quella povera vittima», controreplica Formigli.

Per Matteo Salvini «non si può morire così. Una preghiera per Alika e un abbraccio alla sua famiglia, per l’assassino pena certa fino in fondo. Città allo sbando, violenze di giorno e di notte, non se ne può più: la sicurezza non ha colore, la sicurezza deve tornare ad essere un Diritto». «Una brutalità orrenda e scioccante. Tutta la solidarietà di Azione alla famiglia», dice il leader di Azione, Carlo Calenda.

«È la morte della pietà», scrive la comunità di Sant'Egidio, sottolineando «un episodio accaduto alle 14.30 in una strada normalmente affollata di gente, nel pieno centro di Civitanova Marche. C'è chi ha anche filmato ciò che accadeva, qualcuno ha urlato contro l’aggressore, nessuno è intervenuto». La Regione Marche, guidata dall’Fdi Acquaroli, si costituirà parte civile.

 

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