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Covid, in tutta Italia adesso preoccupa l'aumento delle reinfezioni

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Casi Covid in Italia in calo, come ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva. Oggi -8 in rianimazione, -349 ricoveri ordinari, tasso di positività che scende al 13,2% (305.563 test) in calo sul 14,5% di ieri; 40.522 nuovi contagi contro 43.947 di ieri e 113 vittime (12 in meno). Una fase nuova, grazie anche ai vaccini, su cui però pesano le sottovarianti Omicron del virus Sars-CoV-2, la BA.2 prevalente in Italia, e BA.4 (osservata in qualche regione) e 5 (oggi tre casi in Umbria) sorvegliate speciali per l’autunno, quando potrebbero dare difficoltà.  Mentre in Usa il governo prevede che 100 milioni di americani, circa il 30% della popolazione, potrebbero essere contagiati in autunno e in inverno per il rapido evolversi di Omicron.

Diffusione della variante responsabile anche del maggior rischio di reinfezioni: in Italia salite al 5% nell’ultima settimana contro il 4,5% del rilievo precedente, 400 mila circa i casi totali di nuove infezioni tra i guariti dal 24 agosto al 4 maggio, riferisce l’Istituto superiore di Sanità nel suo Report esteso, con più rischi per donne, operatori sanitari e fascia tra 12 e 49 anni. E in questa fase si rinnova l’invito del ministro della Salute, Roberto Speranza a non abbassare la guardia. Lo stato di emergenza è finito ma, dice, «dobbiamo tenere un elemento di attenzione» e «guai a pensare che la pandemia sia magicamente scomparsa, non c'è un pulsante che si preme e va via. Il numero dei casi è significativo e la circolazione del virus è ancora piuttosto elevata».

Da qui l’appello a over 80, ospiti delle Rsa, fragili over 60 «di prendere subito un secondo richiamo di questo vaccino che si sta dimostrando di straordinaria potenzialità» e a fare la terza dose per chi ancora non l’ha fatta. Vaccino efficace nel ridurre le ospedalizzazioni. «Ora - dice Speranza - abbiamo 360 persone in terapia intensiva, nei momenti più difficili ne avevamo 4.000 eppure il livello di contagi di oggi è un livello non banale ma in ospedale ci va un numero limitato». Bene la risposta alla campagna vaccinale con oltre il 90% degli italiani che ha concluso il ciclo primario con le due dosi. Ma strumento importante contro il Covid è anche «sempre la mascherina». «Usiamola in tutte le occasioni in cui c'è un rischio di contagio» la «responsabilità di ciascuno di noi vige al di là degli obblighi». Obblighi ristretti a mezzi di trasporto, mondo della sanità e a tutti i luoghi al chiuso dove si svolgono eventi di sport e spettacolo. Sul luogo di lavoro le parti di rappresentanza hanno scelto di mantenere i protocolli vigenti «che indicano l’uso della mascherina come corretto».

Sul fronte dei dati, l’Istituto superiore di Sanità riferisce che dall’inizio della campagna vaccinale il 27 dicembre del 2020 al 4 maggio 2022, sono state somministrate 136.539.711 dosi di queste 47.304.515 sono prime dosi, 49.862.620 seconde/uniche dosi e 39.372.576 terze dosi. Il tasso di mortalità per i non vaccinati risulta circa otto volte più alto rispetto ai vaccinati con dose booster mentre quello dei ricoveri in terapia intensiva è di circa cinque volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster e circa quattro volte maggiore per le ospedalizzazioni. Contro i contagi l’efficacia dei vaccini è del 58% in chi ha fatto la terza dose e resta alta intorno al 90% contro la malattia severa. «Siamo sempre conservativi sulla stima dell’efficacia del vaccino», spiega all’Ansa Patrizio Pezzotti, direttore del Reparto di Epidemiologia Iss. Nelle fasce più giovani, stabile al 18% la percentuale dei casi segnalati che, da inizio epidemia, sono stati 3,7 milioni nella fascia 0-19 anni. Su tutto incombono le due sottovarianti BA.4 e BA.5 di Omicron e «il pericolo è reale», dice l’ex direttore esecutivo dell’Ema Guido Rasi sottolineando che «l'estate potrebbe rallentarne la marcia ma poi potremmo ritrovarci ad affrontare il terzo autunno problematico dell’era pandemica». Intanto a Shanghai cominciano a riaprire i supermercati.

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