Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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ALLERTA METEO

Gran caldo in Italia, fino a 45 gradi e forse più in Sicilia: "Massima attenzione per gli incendi"

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Operatori inviati dal Veneto in aiuto della Sicilia

Arriva la settimana del grande caldo e la Protezione civile lancia l’allarme: nei prossimi giorni il rischio incendi aumenterà in tutto il paese, complici temperature che potrebbero superare i 45 gradi, e dunque è necessaria la massima attenzione da parte delle istituzioni e la collaborazione dei cittadini. A chiedere il massimo impegno per evitare una nuova emergenza è il capo del Dipartimento Fabrizio Curcio, alla luce delle previsioni meteo: fino a Ferragosto l’Italia sarà investita da un’ondata di caldo africano, con temperature che arriveranno a 45 gradi al Sud, a 36-37 gradi nelle città della pianura Padana e fino a 28-30 gradi a 1.500 metri. Cresce la preoccupazione, soprattutto al Sud. I picchi di 45 gradi e forse anche di più sono previsti soprattutto nelle località interne di Sicilia e Sardegna. La massima ondata di calore si raggiungerà nelle giornate di martedì 10 e mercoledì 11 agosto.

«Un evento estremo con pochi precedenti» dicono gli esperti, provocato da un campo di alta pressione sub-tropicale che investirà il Mediterraneo e che avrà il suo epicentro nelle giornate tra martedì e giovedì. Le prime avvisaglie di quel che potrebbe accadere si stanno già registrando in queste ore, con i Canadair e gli elicotteri della flotta aerea dello Stato che sono in volo da stamattina per contribuire allo spegnimento di 28 incendi: fiamme in Sicilia, dalle Madonie ai Nebrodi fino al palermitano, un intero bosco bruciato a Sogliano del Rubicone, in provincia di Cesena, decine di roghi sull'Aspromonte sui quali stanno operando diversi velivoli. E proprio quella della Calabria, dove si sono già registrate due vittime nei giorni scorsi, è la situazione che al momento preoccupa di più tanto che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato il Dpcm che dispone la mobilitazione nazionale del sistema di Protezione civile: nelle prossime ore, coordinati dal Dipartimento, arriveranno in zona volontari e mezzi delle colonne mobili provenienti dalle altre regioni.

L’appello di Curcio punta dunque ad evitare che una situazione già complessa si trasformi in tragedia. «Abbiamo alle spalle giornate impegnative e drammatiche sul fronte della lotta agli incendi e le temperature che ci attendono impongono la massima attenzione», dice il capo della Protezione civile, che poi si rivolge direttamente alle istituzioni e ai cittadini: «Noi non faremo mancare il nostro supporto alle regioni maggiormente colpite da questi eventi, siamo al lavoro senza sosta per contenere i roghi», ma «chiediamo ai cittadini la massima collaborazione e cautela». È «fondamentale - ribadisce - evitare ogni comportamento che possa generare incendi e segnalare tempestivamente anche roghi di piccola entità».

Un ruolo decisivo lo hanno proprio le Regioni e questo il capo della Protezione civile lo ha ricordato più volte, l’ultima una settimana fa a proposito dei roghi in Sicilia: «Le responsabilità nell’ambito di ciò che si fa contro gli incendi boschivi sono chiare. Le norme prevedono che la lotta attiva sia di competenza delle Regioni. E lotta attiva non è solo spegnimento, ma anche sorveglianza, avvistamento». Proprio per sollecitare i territori a non farsi trovare impreparati, a maggio il presidente del Consiglio ha inviato alle Regioni, come ogni anno, le Raccomandazioni per un più efficiente contrasto agli incendi, nelle quali si insisteva sulla necessità di un «impegno crescente sul piano delle attività di previsione, prevenzione, pianificazione e lotta attiva». In particolare, per quanto riguarda la prevenzione, le amministrazioni avrebbero dovuto rafforzare le attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento e allarme mentre per quanto riguarda la pianificazione è fondamentale avere piani aggiornati. Ma molte di queste indicazioni sono rimaste lettera morta. Gli incendi per autocombustione, ha detto qualche giorno fa il capo dei vigili del fuoco Guido Parisi, «sono molto rari: a scatenare le fiamme sono purtroppo l’incuria nella quale versano le aree boschive, i comportamenti dei cittadini che lasciano rifiuti senza curarsi delle conseguenze, la scarsità di manutenzione». E ovviamente le manine degli incendiari, come dimostrano gli inneschi trovati sia in Sardegna sia in Sicilia.

Dunque c'è solo da sperare che gli appelli stavolta vengano raccolti. Anche perché che sia un’estate difficile lo dicono già i numeri: dal 15 di giugno, data di inizio della campagna, al 7 agosto i vigili del fuoco hanno effettuato 44.442 interventi complessivi mentre l’anno scorso si erano fermati a 26.158. E canadair ed elicotteri hanno fatto finora 746 missioni, più del doppio del 2020, quando sono state 315, mentre le richieste d’intervento sono arrivate a 900. Degli oltre 44mila interventi, quasi 25mila, dunque più della metà, si sono concentrati in 3 regioni: Sicilia (10.296), Puglia (9.809) e Calabria (4.851), mentre in Sardegna sono stati 1.861. Per ritrovare numeri simili bisogna risalire al 2017.

Ai rischi per il gran caldo e ai consigli delle istituzioni e degli esperti per la popolazione il Giornale di Sicilia in edicola domani dedica una doppia pagina con i servizi di Giacinto Pipitone, Connie Transirico, Fabio Geraci, Giusi Parisi e Marco Volpe. 

 

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