Martedì, 30 Novembre 2021
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IL PUNTO

Incendi, la Regione dichiara lo stato di emergenza e chiede ai volontari di restare

Piccoli roghi a Pettineo e San Giuseppe Jato, spenti gli altri, da Agrigento a San Giovanni Gemini a Barcellona Pozzo di Gotto.
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Incendi nel Messinese

«Abbiamo dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per sei mesi a causa dei gravi incendi verificatisi già dalla fine di luglio e del permanente rischio per le prossime settimane, dovuto all’eccezionale situazione meteo climatica presente in Sicilia». A comunicarlo, al termine di una riunione straordinaria del governo, è il presidente della Regione, Nello Musumeci. Un provvedimento che Musumeci aveva già preannunciato, nei giorni scorsi, dopo alcuni sopralluoghi nei Comuni colpiti dagli incendi, e che è stato predisposto dal capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, in applicazione della legge regionale.

Per il momento è sotto controllo il quadro degli incendi in Sicilia, ma la Regione chiede che i volontari da tutta Italia restino fino a oltre Ferragosto. Si registrano, spiega la Protezione civile, piccoli incendi a Pettineo e San Giuseppe Jato, ma «già in gestione». Incendi anche nella zona occidentale dell'isola,tra Palermo e Trapani. Le fiamme hanno distrutto diversi ettari nella zona di Partinico. Vigili del fuoco e forestali sono stati impegnati nella zona della Diga Jato e nella strada che collega Partinico a Balestrate. Interventi anche a salvaguardia della cantine. In questa porzione di territorio son stati più volte appiccati incendi durante la giornata. Altri roghi nella zona di San Cipirello e a Misilmeri.   «Tutti gli altri incendi che nella notte e nelle prime ore dell’alba sono divampati - aggiunge - sono stati prontamente spenti: Agrigento, San Giovanni Gemini, Barcellona Pozzo di Gotto. «Le 24 ore appena trascorse resteranno scolpite nella memoria collettiva della nostra comunità come pure ricorderemo con riconoscenza e gratitudine l’instancabile e abile opera di tutti coloro che sono rimasti a fianco della comunità colpita gravemente», ha detto Pippo Nobile, sindaco di Castel di Lucio, nel Messinese.

Tra le squadre impegnate in Sicilia quelle dei vigili del fuoco dell’Alto Adige. Per inviare nuove forze nell’area colpita in Sicilia, sono partiti ieri pomeriggio in aereo da Verona diretti a Catania 6 vigili del fuoco (rispettivamente 3 dei vigili del fuoco volontari Laives/San Giacomo/Agruzzo e 3 dei vigili del fuoco del Corpo Permanente), mentre oggi pomeriggio rientreranno in Alto Adige i 6 vigili del fuoco che così vengono sostituiti. Con temperature ancora tropicali, intorno ai 40 gradi e forti venti, le unità d’intervento locali sono pronte a ricevere qualsiasi rinforzo dall’esterno, come si legge in una nota del Corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano. I vigili del fuoco appena arrivati hanno già portato a termine, oggi, i loro primi incarichi. L’obiettivo è quello di spegnere definitivamente i numerosi piccoli focolai per avere finalmente la situazione sotto controllo. Le aree incendiate di grandi dimensioni continueranno ad essere spente dall’alto con l’ausilio degli aerei e degli elicotteri, mentre il personale di terra avrà il compito di individuare con precisione le aree incediate più piccole.

«Ringrazio tutti - scrive stamani a incendio spento, il direttore generale della Protezione civile, Salvo Cocina - coloro i quali hanno partecipato alle operazioni di spegnimento e assistenza alla popolazione: forestale, vigili del fuoco, sindaci e assessori, volontari di protezione civile regionali e nazionali nonché i nostri funzionari tutti operativi e instancabili sette giorni su sette H 24. Non bisogna abbassare la guardia però perché le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni non ci danno scenari di tregua».

Resta la preoccupazione, infatti, per le alte temperature. «Gli alert meteorologici - afferma la Protezione civile - prevedono una situazione potenzialmente pericolosa» e per questo motivo Cocina ha richiesto la proroga della permanenza delle squadre di volontari della protezione civile nazionale fino a giorno 17 agosto. Il sistema di protezione civile regionale quotidianamente coordina oltre 350 volontari e mezzi che fanno pattugliamento per la prevenzione e il rapido contrasto agli incendi di interfaccia, sterpaglie e boschivo. A questi operatori si aggiungono gli uomini e le donne dei Vigili del fuoco, Forestale, tecnici e funzionari di protezione civile di livello regionale, provinciale e comunale.

Il Comune di Gangi ha attivato la procedura per lo stato di calamità ed è stato avviato il censimento per la conta dei danni a persone, aziende e abitazioni. «È il momento di fare la conta dei danni ma bisogna anche ripartire dando un sostegno concreto a chi ha perso tutto - afferma il primo cittadino, Francesco Migliazzo - Abbiamo dovuto annullare la Sagra della Spiga, ma siamo fermamente conviti di andare avanti con tutte le altre manifestazioni previste per l’estate».

L'Ente Parco delle Madonie ha deciso di promuovere una raccolta fondi in aiuto alle aziende colpite. È stato attivato un conto corrente bancario presso l'istituto Bcc di Credito Cooperativo San Giuseppe delle Madonie intestato a Ente Parco delle Madonie, codice Iban IT20C0897643510000000311658. Chi effettua il versamento deve specificare la causale: Supporto territori madoniti incendi 2021. Ne dà notizia il presidente dell'Ente Parco, Angelo Merlino, in una nota in cui  parla di «intere aziende di eccellenza cancellate dal fuoco assieme a tanti capi di bestiame. Ma le Madonie non si arrendono - aggiunge - e sapranno rialzarsi, col contributo di tutti».

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