Lunedì, 27 Settembre 2021
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Scuola, in Sicilia via al vaccino per i docenti ma subito caos e disagi per la prenotazione

Il vaccino contro il Coronavirus arriva anche a scuola: da ieri docenti e personale non docente under 55 delle scuole statali siciliane possono prenotare il vaccino, ma non mancano i disagi. Come scrive Antonio Trama sul Giornale di Sicilia, le registrazioni, nel primo giorno, sono avvenute a macchia di leopardo: in alcune zone della Sicilia è stato possibile prenotarsi, in altre no, come in alcuni centri della provincia di Palermo e di Messina ed in quelle di Trapani, Siracusa ed Enna.

Il personale scolastico di queste province che, infatti, ieri ha provato a prenotare la vaccinazione, dopo aver inserito il codice di avviamento postale, procedura necessaria per la registrazione, vedeva comparire una mascherina che spiegava, in grassetto, «Nessuna disponibilità». E poi, «I Centri Vaccinali che fanno riferimento al CAP inserito al momento non hanno disponibilità per la Vaccinazione. Puoi eventualmente provare a cercare in altri CAP della Regione».

Tutto regolare, invece, per docenti e personale scolastico under 55 che abitano nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Catania. «Sulla prenotazione dei vaccini anti covid per il personale scolastico è scoppiato il caos. Dopo giorni di attesa scopriamo che da qualche ora la piattaforma del governo dà la possibilità ai di docenti e al personale Ata di prenotarsi, ma non ai dirigenti scolastici. Tutto ciò accade senza aver dato comunicazione agli istituti e senza che l'Ufficio scolastico regionale sia stato informato». Lo dicono, in una nota congiunta, i segretari di Flc Cgil Sicilia, Ariano Rizza, e Uil Scuola Sicilia, Claudio Parasporo.

«In questa situazione e con le preoccupanti previsioni fatte dagli esperti sulla diffusione delle varianti del virus, - aggiungono - siamo contrari all'idea del governo regionale e dell'assessore Lagalla di aumentare il tempo della a didattica in presenza alle superiori dal 50 al 75%. Da sempre chiediamo la riapertura in presenza ovviamente con le necessarie tutele in materia di salute e sicurezza, ma è evidente che al momento non ci sono le condizioni per garantire la salute del personale scolastico e degli studenti. Salute che deve essere tutelata e avere la priorità su tutto».

«Attualmente - continuano Rizza e Parasporo - sono quasi totalmente irrisolte le problematiche legate alla vaccinazione di tutto il personale scolastico, ai trasporti, alla fornitura delle mascherine ffp2 a tutti i docenti dell'infanzia e ai docenti di sostegno di ogni ordine e grado. Ecco perché non condividiamo la nota dell'Assessorato regionale all'istruzione e della formazione professionale, del 24 febbraio scorso, che prevede la didattica in presenza al 75% nella scuola secondaria di II° grado, negli Its e nei percorsi di formazione professionale in obbligo scolastico a partire dal 1 marzo 2021. Posizione che abbiamo espresso anche durante la task force regionale del 16 febbraio scorso».

«Continuiamo a registrare contesti e realtà fortemente differenziate - concludono - non solo tra territorio e territorio, ma anche tra scuola e scuola. È opportuno valorizzare l'autonomia delle istituzioni scolastiche, ma allo stesso tempo bisogna fornire alle scuole anche le risorse economiche adeguate e soprattutto indicazioni chiare».

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