Sabato, 17 Aprile 2021
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EMERGENZA

Diffusione varianti in Italia e nuovo Dpcm tra lockdown e zone rosse: i piani del governo

Sono due le date da cerchiare in rosso: 25 febbraio e 5 marzo. A fine febbraio infatti scade l'ordinanza che prevede tra le altre cose, oltre al coprifuoco, anche lo stop degli spostamenti tra le regioni, qualsiasi colore abbiano; a marzo, invece, è fissato lo stop agli impianti sciistici.

La riunione tra governo e Cts

Il governo si è messo subito al lavoro. Ieri, ad esempio, il ministro alla Salute, Roberto Speranza e quello agli Affari Regionali, Mariastella Gelmini hanno incontrato gli esperti del Cts. Al termine dell'incontro, è trapelata, una certa uniformità di pensieri e valutazioni con l'esponente di Forza Italia che ha ribadito come "la pandemia è ancora forte, non si può scherzare" dunque, se è necessario fare "scelte di rigore, si fanno". La Gelmini, inoltre, avrebbe ribadito la necessità che, essendoci un nuovo governo di unità nazionale, ci fosse anche una "comunicazione unitaria". "Va cambiato il metodo di comunicazione" avrebbe sottolineato chiedendo agli esperti di informare prima i ministri delle loro decisioni in modo che siano loro a comunicarle ai presidenti di Regione. Un piccolo "richiamo" al consigliere di Speranza, nonchè membro del Cts, Walter Ricciardi che invoca il lockdown. E anche il leader della Lega, Matteo Salvini, sembra tendere una mana: "Con Draghi in carica cambieranno molte cose sulla tempistica: uno può fare delle scelte ma le deve comunicare per tempo" e aggiunge "Speranza ha vissuto un anno sotto pressione e cercheremo di sostenerlo. Credo che il Cts sarebbe da rimpolpare e rinforzare con energie nuove". Ma cosa accadrà dal 25 in poi?

Ipotesi lockdown

A spingere per misure dure sono il Comitato tecnico scientifico, l'Istituto Superiore di sanità e anche tantissimi esperti che vorrebbero lockdown o restrizioni molto severe per evitare che le varianti possano causare una vera catastrofe. I numeri, secondo gli esperti, vanno visti non nell'immediato ma tra qualche settimana quando le varianti, già presenti nell'88% delle regioni, potrebbero far aumentare vertiginosamente contagi e morti. Quindi per evitare guai peggiori sarebbe meglio adottare un lockdown come a marzo oppure ampie zone rosse per alcune settimane.

L'Italia a colori

Non solo lockdown ma Italia a colori, non penalizzando più di quanto già non lo siano state le Regione dove la variante circola meno o comunque con pochissimi contagi. Quindi tre fasce ma nessun allentamento delle misure, anzi in alcuni casi anche più dure. "I vaccini funzionano e bisogna insistere su questa strada insieme al sistema della mappa a colori per le chiusure per far fronte alla maggiore contagiosità delle varianti": ad affermarlo è il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, in un’intervista al Corriere della Sera. "Le misure di contenimento richieste dalle varianti sono le stesse del virus originario, ma se è vero, come sembra, che alcune di queste mutazioni sono caratterizzate da maggiore contagiosità, sarà necessaria allora un’attenzione ancora più scrupolosa nell’attenersi alle misure di contenimento", ha sottolineato il direttore scientifico dello Spallanzani. Quanto all’efficacia del sistema a colori, Ippolito ha citato l’esempio della Gran Bretagna, "dove con l’imposizione di una 'zona rossa' all’intera nazione il numero dei contagi è rapidamente calato". Questo "ci dice che il sistema in essere nel nostro Paese, che gradua le misure nei territori in base alla situazione epidemiologica, può funzionare, anche perchè consente (lo si sta facendo in Umbria e Alto Adige, per esempio) l’istituzione su specifiche porzioni del territorio di misure di contenimento ulteriormente restrittive rispetto a quelle nazionali", ha spiegato.

Coprifuoco

Al momento sembrerebbe dover rimanere il coprifuoco e quindi chiusura di bar e ristoranti entro un certo orario. Da stabilire se rimarrà alle 18 o se nelle zone gialle, qualora si opti per le fasce, i locali potrebbero riaprire anche a cena.

Palestre e piscine

Difficile riaprano o almeno riaprano per tutti. Potrebbero essere previste, soltanto nelle aree gialle (se verranno adottati i colori) aperture scaglionate e comunque lezioni individuali almeno nella prima fase della ripresa.

Cinema e teatri

Anche per cinema e teatri difficili subito le riaperture ma sarà oggetto di attenta valutazione da parte dei ministri del nuovo esecutivo.

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