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Pescatori liberati in Libia, il comandante della Medinea: "Grazie a tutta l'Italia"

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Dopo 108 giorni finisce la prigionia dei pescatori

«Grazie a tutti in Italia, ma per il momento non posso dire altro: dobbiamo fare ricaricare le batterie per fare partire i motori. Non vedo l’ora di ripartire». Così il comandante della nave Medinea, Pietro Marrone, al telefono con il suo armatore dall’imbarcazione ancora ancorata al porto di Bengasi.

Sono ancora ormeggiati infatti i due pescherecci mazaresi sequestrati dalle milizie del generale Haftar. L’equipaggio di una delle due imbarcazioni, l'Antardide, non è infatti ancora riuscito ad accendere i motori, mentre l’altro motopesca, il Medinea, ha già messo in moto come risulta dal Blue box di bordo. Non appena sarà risolto il problema tecnico i due pescherecci partiranno alla volta di Mazara del Vallo.

Il mancato avviamento del motore sarebbe legato a un problema elettrico. «Le batterie dei due motopescherecci sono state ferme quasi 4 mesi e quindi sono scariche, ha detto l’armatore Marco Marrone che ha parlato telefonicamente per pochi minuti con il capitano del "Medinea".

Una telefonata in viva voce, alla presenza della mamma del comandante, la signora Rosetta Ingargiola, che è anche riuscita a scambiare qualche battuta con il figlio. «Mamma ci sentiamo non appena partiremo da qui», ha detto il capitano.

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