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Coronavirus, casi in aumento. Cacopardo: "Bisognava pensarci prima, il picco deve arrivare"

"Bisognava pensarci prima. Queste norme sono leggermente tardive. Sarebbe stato più utile far osservare prima il rispetto delle misure di sicurezza, quando tra assembramenti e rientro dalle vacanze, il virus circolava liberamente. Ora si muove tra gli ambienti familiari. La curva è in ascesa, il picco deve ancora arrivare". Sono le parole di Bruno Cacopardo primario di Malattie Infettive dell’ospedale Garibaldi di Catania e componente del Comitato regionale Coronavirus, in un'intervista sul Giornale di Sicilia oggi in edicola.

"La rilassatezza che si è determinata in tutti a partire dall’estate ha determinato un abbassamento della guardia - ammette -. Il virus nel periodo settembre-ottobre ha ricominciato a circolare e sta diventando prevalentemente intrafamiliare. È già stato legato, nei mesi scorsi, a situazioni di assembramenti da movida e rientro dalle vacanze. Ora si sta muovendo all’interno dei nuclei familiari. Queste norme, a mio avviso, per quanto utili, sono leggermente tardive. Sarebbe stato meglio far osservare prima il rispetto delle misure di sicurezza e avremmo evitato un’ondata di contagi così massiccia. Ora l’ascesa deve fare il suo corso".

Cacopardo sottolinea come ancora il picco sia lontano: "La curva ascensionale sale più lentamente. Siamo ancora nella fase iniziale di una curva che sta salendo per raggiungere il picco. La parte più diffusiva la dobbiamo ancora vedere".

L'articolo completo sull'edizione del Giornale di Sicilia in edicola

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