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Coronavirus, controllo della febbre su tutti i passeggeri: a Malpensa gli ultimi voli dalla Cina

CINA, virus, Sicilia, Cronaca
Virus, controlli negli aeroporti

A Malpensa è atterrato l'ultimo aereo provenienti dalla Cina prima del blocco annunciato dal premier Conte. Ai passeggeri e al personale di bordo del volo 0946 dell'Air China arrivato da Pechino è stata misurata per tre volte la temperatura, da medici saliti con mascherine e tute a bordo dell'aereo prima dello sbarco, ed è stato consegnato un vademecum con le indicazioni dei presidi a cui rivolgersi in caso si avvertissero sintomi sospetti di coronavirus.

Lo hanno riferito i parenti in attesa al Terminal arrivi B di Malpensa, in contatto con i loro cari in attesa dei bagagli, e alcuni assistenti di volo di Air China.

"Prima di scendere dall'aereo gli operatori sanitari, vestiti con le protezioni, mascherine e visiere, ci hanno misurato due volte la febbre con un termometro a infrarossi, ci hanno chiesto i contatti e gli spostamenti e consegnato un vademecum". È questo il racconto di madre e figlio passeggeri del volo 0946 dell'Air China, uno degli ultimi in arrivo a Malpensa da Pechino dopo il 'blocco' aereo annunciato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per prevenire la diffusione del coronavirus.

"Mi sembra una misura normale - ha detto il giovane che, come la madre, indossa una mascherina scura -. I controlli sono durati una quarantina di minuti in tutto". "Noi arriviamo da Shenzen e lì eravamo controllati sempre: misuravano la febbre dalla metropolitana ai mezzi pubblici, quando si entrava nell'area di residenza negli ingressi dei condomini. Là c'era un controllo pazzesco", ha spiegato ancora la madre, e "in alcune regioni della Cina sui mezzi pubblici è obbligatorio indossare le mascherine, altrimenti non fanno salire. Credo che in Cina tutte le misure preventive siano applicate in maniera efficiente", ha aggiunto il figlio.
L'escalation di controlli, racconta il ragazzo che studia lingue in Cina, "è aumentato nell'ultimo mese: si è passati da poche mascherine indossate per precauzione alle mascherine finite nelle farmacie negli ultimi giorni. Dalla vigilia del Capodanno i controlli della temperatura si sono intensificati ancora di più". "Per come è ora la situazione, direi niente panico", ha concluso il ragazzo.

IL BILANCIO. Si aggrava intanto il bilancio dell'epidemia che conta 213 morti e 2.000 nuovi casi di infezioni confermate in Cina. Lo rende noto la Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, specificando che 42 delle 43 nuove vittime sono state registrate nella provincia dell'Hubei da dove è iniziato il contagio.

Gli ultimi dati dell'Nhc segnalano una stabile crescita in Cina di decessi e di nuovi casi, malgrado la stretta delle regole sulla quarantena imposta una settimana fa nell'Hubei e alla sua capitale Wuhan, focolaio dell'epidemia.
I nuovi contagi accertati solo ieri si sono attestati a 1.982, portando il totale a ridosso delle 10.000 unità, a quota 9.692, quando le persone tenute sotto osservazione sono circa 102.000 a causa di possibili sintomi della misteriosa polmonite.

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