Martedì, 10 Dicembre 2019
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LA TRAGEDIA

Maltempo, agente muore nel fango a Noto: inchiesta per omicidio colposo

Maltempo, meteo, Sicilia, Cronaca
Il torrente che ha travolto l'auto di Giuseppe Cappello e nel riquadro la vittima

L'emergenza continua e oggi ha anche conseguenze tragiche. C'è una vittima nel Siracusano. Si tratta di Giuseppe Cappello, 52 anni, agente di polizia penitenziaria di Rosolini, che era stato segnalato come disperso nella notte sulla statale 115, in contrada Stafenna. La Procura di Siracusa intanto ha aperto un'inchiesta, come conferma il procuratore capo Sabrina Gambino, che ha specificato come allo stato nessuna persona è stata iscritta nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.

Secondo quanto ricostruito, l'uomo è stato travolto ieri notte da un'ondata di fango causata dall'esondazione del fiume Tellaro, a Noto: è stato trovato dai vigili del fuoco di Palazzolo in un terreno a qualche centinaio di metri dalla sua auto, una Dacia Sandero. Secondo la ricostruzione, l'agente sarebbe rimasto in panne con la sua vettura, ma dopo essere sceso sarebbe scivolato e poi trascinato dalla corrente.

I vigili del fuoco hanno prima trovato la sua auto e il telefonino, in un secondo tempo anche il corpo senza vita. "Ai familiari della vittima la vicinanza della comunità netina tutta", ha scritto il sindaco Corrado Bonfanti.

Una vittima e automobilisti salvati dal fango: le foto dopo il nubifragio nel Siracusano

"Dopo una difficilissima notte di lavoro - continua - la Protezione Civile Comunale sta provvedendo alla ricognizione dei danni e alla viabilità su tutto il territorio comunale per una valutazione della richiesta dello stato di calamità. Le condizioni meteo sono comunque in miglioramento - conclude il sindaco - ma invito tutti alla massima prudenza, soprattutto in prossimità dei corsi d’acqua e delle aree allagate. Rinnovo pubblicamente il mio ringraziamento alle donne e agli uomini della Protezione Civile Comunale coordinati da Saverio Torino e al responsabile del Servizio Comunale, Rosario Lunetta".

Il violento nubifragio ha colpito per tutta la notte la zona sud del Siracusano, tra Pachino, Noto e Rosolini, paralizzando le strade di collegamento. Sono 16 le persone, rimaste intrappolate nelle proprie auto, che sono state tratte in salvo dai soccorritori. La provinciale 19 è stata chiusa al traffico dalle forze dell’ordine per evitare pericoli per gli automobilisti. Si sono verificati allagamenti in alcuni Comuni, tra cui a Pachino e Rosolini.

A causa di un violento acquazzone che si è abbattuto nella tarda mattinata nella zona di Cassibile, il comando della polizia municipale di Siracusa ha ordinato la chiusura della Provinciale che da contrada Santa Teresa Longarini porta a Ognina-Fontane bianche fino alla rotatoria sulla Statale 115, allagata in ampi tratti. La pioggia abbondante ha fatto alzare il livello del fiume Cassibile, per cui è stata chiuso in via cautelativa il transito dei mezzi sulla SS 115 in direzione di Avola. Il comandante della Municipale, Enzo Miccoli, si è messo in contatto con il suo omologo ad Avola affinchè si valuti la possibilità di fare la stessa cosa per la auto che arrivano da sud. Si sconsiglia inoltre di percorrere le traverse Rinaura e Cozzo Pantano per l’esondazione dei corsi d’acqua della zona.

Il maltempo che ha investito la Sicilia nelle ultime ore ha continuato a provocare disagi anche nel Ragusano. Ieri sera momenti di paura a Ispica, dove due auto sono state travolte da un torrente tracimato sulla statale 115, la stessa arteria lungo la quale è morto l'agente penitenziario a Noto. Sono state tutte recuperate e sono in buone condizioni le otto persone che si trovavano a bordo. I vigili del fuoco le hanno rintracciate nei pressi delle vetture, poco distanti dal punto in cui i testimoni avevano visto le vetture travolte dall’acqua.

A Cava Mortella, invece, si è aperta un’enorme voragine nel terreno e centinaia di persone sono state evacuate.

E circolano dei video su Facebook che rendono l'idea dell'intensità della pioggia caduta ieri e delle conseguenze. Auto impantanate, bloccate. Momenti di paura. Tra Ispica e Pozzallo la situazione più difficile. Ad Ispica panico all'interno di una chiesa. Al termine della messa, dove si celebrava una cresima, il parroco ha invitato i fedeli a non lasciare la struttura per via del maltempo ma dentro è entrata acqua e a quel punto la gente ha cercato riparo nelle auto. Su Facebook postato anche il video di un bar invaso dall'acqua e dal fango.

E oggi si teme un'altra giornata difficile soprattutto nella Sicilia orientale. Ieri la protezione civile ha emesso un altro avviso di allerta rossa che riguarda le province di Catania, Messina e per buona parte anche Enna. I sindaci per precauzione hanno preso le misure di rito.

Scuole chiuse nella città dello Stretto, così come a Catania dove, tra l'altro, l'apertura della Fiera dei Morti nell'ex mercato ortofrutticolo di San Giuseppe La Rena è stata rinviata a domenica. Dirottati 4 voli all'aeroporto di Catania. In città interventi dei vigili del fuoco per cornicioni pericolanti e auto in panne, mentre la notte scorsa è stata soccorsa e ritrovata anche una persona che risultava dispersa a Pedara. Istituti scolastici chiusi anche ad Enna e Troina, Nicosia, Gagliano Castelferrato, Centuripe e Piazza Armerina.

MUSUMECI SUI LUOGHI DEL DISASTRO.  Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci va nel Siracusano e nel Ragusano, sui luoghi colpiti dal nubifragio di questa notte. Ad accompagnarlo il capo della Protezione civile regionale, Calogero Foti. Il governatore ha già sentito, in mattinata, i sindaci di Rosolini e Ispica, con i quali, nel pomeriggio, farà il punto della situazione.

“La Regione interverrà immediatamente, senza bisogno di aspettare provvedimenti da Roma, per riparare le infrastrutture danneggiate, e che sono già in fase di verifica, attraverso la Protezione civile e la Struttura contro il dissesto idrogeologico”.

Lo ha assicurato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci in visita a Rosolini, nel Siracusano, per verificare di persona i danni provocati dal violento nubifragio della notte scorsa. Insieme a lui, l'assessore dell'Agricoltura Edy Bandiera, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti e il deputato dell'Ars Giuseppe Gennuso.

“Abbiamo potuto constatare - ha detto il governatore - che il torrente in cui confluiscono le acque provenienti dall'area modicana ha bisogno della creazione di un nuovo alveo perchè è assolutamente insufficiente a raccoglierle. Sarà, inoltre, necessario provvedere ad ampliare immediatamente il ponte che si trova sulla via Paolo Orsi che, così com'è, si trasforma in un imbuto. Per quanto riguarda il ponte successivo, lungo il quale passa la rete ferroviaria, ci sarà invece bisogno dell'intervento dello Stato con Rfi. Noi, naturalmente, faremo da coordinamento”.

Musumeci ha chiarito che per quanto riguarda i danni subiti dalle aziende agricole sono già stati allertati gli ispettorati agrari di Siracusa e Ragusa “per capire qual è il perimetro e fare una ricognizione”. “Entro tre giorni - ha assicurato il presidente della Regione - trasmetteranno la relazione al governo che potrà così deliberare la richiesta dello stato di calamità”.

Il presidente della Regione si è poi trasferito in provincia di Ragusa a Ispica, nel quartiere di Cava Mortella, accompagnato sempre da Foti, dal prefetto ibleo Filippina Cocuzza, dal deputato regionale Giorgio Assenza e dalla parlamentare nazionale Marialucia Lorefice. Qui una frana ha lambito tre palazzine abitate da decine di famiglie che il governatore ha incontrato assicurando loro un intervento tempestivo per ridurre al minimo ogni disagio e ripristinare condizioni di massima sicurezza. “Paghiamo errori del passato - ha detto - quando il territorio veniva devastato e saccheggiato con tanta spregiudicatezza ma adesso serve una nuova stagione improntata ad uno spirito di responsabilità sia da parte di chi amministra, sia da parte dei cittadini”.

“Purtroppo - ha concluso Musumeci - le dinamiche climatiche sono ormai mutate, bisogna prenderne atto e noi non vogliamo farci trovare impreparati come dimostra il fatto che, proprio in questo periodo, abbiamo già avviato la pulizia di tutti i corsi d'acqua maggiormente a rischio della nostra Isola. Una straordinaria opera di prevenzione che non si faceva da trent'anni, cominciata già l'anno scorso e che ha portato all'apertura di quarantacinque cantieri. Contro il dissesto idrogeologico abbiamo speso in quindici mesi 175 milioni di euro e ne spenderemo altri 350 entro il prossimo anno: la nostra è una corsa contro il tempo per tentare di recuperare decenni di superficialità, perché la tutela del territorio per questo governo rappresenta la priorità assoluta”.

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