Giovedì, 12 Dicembre 2019
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LA TRAGEDIA DELL'HOTEL

Corsa contro il tempo a Rigopiano, si seguono le tracce dei cellulari per localizzare i dispersi

ROMA. Undici sopravvissuti, cinque corpi senza vita recuperati e tra i 19 e i 20 dispersi: è questo il bilancio attuale della tragedia dell'hotel Rigopiano.

Ai due sopravvissuti recuperati all'alba di giovedì - il cuoco Giampiero Parente e il 'tuttofare" dell'hotel Fabio Salzetta - si aggiungono la moglie di Parete, Adriana, e il figlio Gianfilippo, salvati nella mattinata di ieri, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel di Michelangelo.

Nella notte sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini - Giampaolo Matrone (lievemente ferito) e Vincenzo Forti - e due donne, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

«Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie - ha detto questa mattina il funzionario dei vigili del fuoco Alberto Maiolo - stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve».

Nella serata di ieri, la prefettura di Pescara aveva fornito un elenco di cinque nomi, indicandoli come quelli che si trovavano sotto le macerie, erano stati individuati e dovevano essere estratti vivi: oltre a Matrone, Bronzi, Forti e Galassi anche Stefano Feniello, del quale al momento non ci sono notizie.

Il bilancio ufficiale delle vittime è al momento salito a cinque: ai primi due corpi recuperati, quello del maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D'Angelo, si sono aggiunti quelli estratti nella notte dai soccorritori e non ancora identificati: due donne e un uomo.

All'appello, infine, mancherebbero 19 dispersi: le presenze registrate in questura al momento della valanga, erano di 22 ospiti e 7 dipendenti. A questi dovrebbero aggiungersi altre persone che non erano registrate ma che erano lì e porterebbero il totale a 35.

Gli scavi, poi il grido liberatorio tra gli applausi: il racconto per immagini nei soccorsi di Rigopiano

Intanto nella corsa contro il tempo per salvare le persone intrappolate dalla slavina nell'albergo Rigopiano a Farindola giocano un ruolo-chiave anche le sofisticate tecnologie in uso alla Polizia Scientifica, subito mobilitata dal Questore di Pescara, per la localizzazione dei dispersi attraverso i loro cellulari. Analoghe sofisticate apparecchiature vengono utilizzate dalla Guardia di Finanza.

Ieri sera, intorno alle 22, il gatto delle nevi è riuscito a portare sul posto le strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla Polizia per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell'albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi.

Da resort a trappola infernale: dentro il Rigopiano cancellato dalla neve - Foto

Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, hanno consentito di individuare il punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi. È stata così tratta in salvo una persona ferita e sono stati recuperati tre cadaveri.

Anche le Fiamme Gialle presenti sul posto stanno utilizzando sistemi che consentono di localizzare i telefoni cellulari per indirizzare le ricerche verso aree circoscritte.

In particolare sono stati rilevati segnali di due utenze intestate ad ospiti della struttura provenienti dallo stesso punto in cui sono stati individuati alcuni superstiti. Il sistema in uso alla Gdf prevede che, una volta acquisite le utenze in uso ai dispersi, venga avviato il monitoraggio: la localizzazione di precisione consente di individuare il target nel raggio di un metro.

Le apparecchiature utilizzate dai soccorritori per rintracciare le tracce dei cellulari sono le stesse che vengono utilizzate per dare la caccia ai latitanti mafiosi. A Rigopiano sono state inviate previo accordo tra la Direzione Centrale Anticrimine da cui dipende anche il Servizio della Polizia Scientifica e il questore di Pescara Francesco Misiti.

Gli strumenti sono arrivati direttamente dal meridione con due operatori partiti in fretta e furia anche con abiti non consoni alle condizione meteo di Rigopiano e poi supportati dai colleghi pescaresi.

A fornire i numeri di cellulare da ricercare sono stati gli uomini della squadra Mobile di Pescara. Giunti sul posto gli operatori di polizia hanno indicato il punto dal quale c'era emissione di segnale e infatti i soccorritori hanno trovato l'uomo vivo ma purtroppo anche le due donne morte.

© Riproduzione riservata

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