Lunedì, 14 Ottobre 2019
L'ALLARME

Punti nascita e morti in gravidanza
I ginecologi: carenze in molte regioni

ROMA.  Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ''intervenga in prima persona facendosi carico delle problematiche strutturali e di organico che assillano gran parte dei punti nascita italiani''. A chiederlo, dopo i recenti casi di decessi per parto in vari ospedali, sono Nicola Colacurci, Paolo Scollo e Vito Trojano, rispettivamente presidenti dell'Associazione Ginecologi Universitari Italiani, della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e dell'Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri.

''L'entrata in vigore anche in Italia della normativa CEE su riposi e orari di lavoro in sanità, con le nuove norme 'operative' dal 25 novembre 2015 - sottolineano gli esperti - ha infatti acuito la carenza, già grave e in alcune regioni cronica, nelle dotazioni di organico, a cui spesso non si sa come far fronte o che vengono tamponate con personale interinale che non permette la creazione di una equipe multidisciplinare (ginecologo, ostetrica, anestesista), prerequisito per l'ottimizzazione della cura delle urgenze ostetriche''.

Altra priorità, affermano, è garantire ''punti nascita adeguati per struttura, attrezzature e personale e con un numero di parti non inferiori a 500 l'anno; personale ginecologo ed ostetrico che ha ricevuto una formazione universitaria e che esegua un aggiornamento continuo; il rispetto di norme comportamentali o linee guida realmente condivise da tutta la comunità ostetrico-ginecologica''.

Tuttavia, precisano i presidenti delle società scientifiche, ''esiste ed esisterà sempre una quota di mortalità materna nell'evento gravidanza, per cui non può essere sostenibile il detto comune 'al giorno d'oggi è assurdo morire di parto'; di parto si può morire e si muore anche adesso in tutto il mondo e la mortalità da parto è significativamente influenzata da fattori di rischio come la gemellarità, l'età avanzata, l'obesità''. Va però ricordato, concludono, che l'Italia registra, tra i paesi occidentali, ''tra le più basse incidenze di mortalità materna''.

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