Martedì, 24 Novembre 2020
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DOCENTE DI TEOLOGIA

Torcivia: "La rivoluzione di Francesco è nel segno della misericordia"

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ROMA. «La misericordia è più importante della legge e dei precetti». La rivoluzione di questo anno straordinario che si apre nella Chiesa cattolica sta tutta lì, secondo don Carmelo Torcivia, docente di Teologia pastorale alla Facoltà teologica di Sicilia.

Che senso ha parlare di misericordia in una società in conflitto?

«La misericordia è la logica che bisogna adottare a fronte dei conflitti, soprattutto quelli prolungati dove non si riescono più a ritrovare le ragioni dell’uno e dell’altro. Come si fa, infatti, a capire chi ha torto e chi ha ragione quando è stato versato troppo sangue da una parte e dall’altra?Allora,l’idea della misericordia è l’idea di una giustizia che tiene conto del fatto che è impossibile usare il bilancino per giudicare uomini e popoli. La misericordia è quindi uno sguardo sulla realtà, sull’altra persona, che tende a superare la logica stretta della giustizia retributiva per andare a capire le ragioni profonde delle persone, dei popoli, del loro odio, del loro rancore. Nessuna violenza puòmai essere giustificata,ma ogni uomo deve essere ascoltato e si deve sentire compreso dagli altri. Già dal punto di vista filosofico già Aristotele riteneva che la giustizia retributiva non fosse la migliore tra le tipologie della giustizi e parlava così della necessità di integrarla col principio dell’equità».

La Chiesa addirittura organizza un Giubileo straordinario per diffondere il messaggio della misericordia. A cosa serve?

«Serve a raddolcire i cuori, perché i cuori, quando sono in conflitto e non riescono più a perdonare gli altri e se stessi, hanno bisogno ad essere ricondotti ad una logica della tenerezza. Il cuore che è in conflitto è un cuore indurito. Ecco perché il Vangelo parla di vera sclerocardia. L’invocazione – molte volte ampollosa e retorica - degli atteggiamenti forti, l’appello ai valori forti sono solo armature che indossiamo per non entrare in contatto con la nostra debolezza. E così non ci risolvono il problema della debolezza, anzi ce lo nascondono. Il che è decisamente peggio. La misericordia invece ci dice che noi siamo compresi ed amati anche nelle nostre incoerenze ai valori che pur sinceramente professiamo. Organizzare il Giubileo per la Chiesa significa affermare – come dice papa Francesco – la necessità della rivoluzione della tenerezza, come la verità più forte che ci viene comunicata da Gesù di Nazareth».

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