Martedì, 24 Novembre 2020
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca “Sono venuto qui da figlio di migranti” Il Papa alla Casa Bianca, Obama: “Grazie per il dono della speranza”
LA VISITA

“Sono venuto qui da figlio di migranti”
Il Papa alla Casa Bianca, Obama:
“Grazie per il dono della speranza”

WASHINGTON. Papa Francesco alla Casa Bianca. Dopo essere stato accolto all’aeroporto da tutta la famiglia Obama, con il presidente Barack, la first lady Michelle e le figlie Malia e Sasha è stata la volta della cerimonia ufficiale.

"Grazie per il grande dono della speranza”, ha detto Barack Obama a Papa Francesco durante la cerimonia alla Casa Bianca. Un grazie "non solo per il ruolo, ma per le qualità uniche come persona. Nella umiltà, semplicità, nella dolcezza delle parole e la generosità dello spirito vediamo in lei un esempio vivente degli insegnamenti di Gesu'".

Il Papa atterra a Washington e Obama gli presenta... la suocera: tutte le immagini dell'arrivo negli States - Foto

E ancora: "Lei ci ricorda come il più potente messaggio di Dio è la misericordia. E questo significa accogliere lo straniero con empatia e col cuore realmente aperto, che si tratti di rifugiati che fuggono da terre lacerate dalla guerra o immigrati che lasciano la loro casa in cerca di una vita migliore".

"Le siamo grati per l'impagabile sostegno dato al nostro 'nuovo inizio' con il popolo cubano", ha detto poi il presidente Usa a papa Francesco durante la cerimonia alla casa Bianca.

"Santità - ha detto Obama -, voi ci ricordate che abbiamo un obbligo sacro di proteggere il pianeta, dono magnifico di Dio. Noi appoggiamo il vostro appello rivolto a tutti i leader mondiali per sostenere le comunità più vulnerabili al cambiamento climatico e per unirci per preservare il nostro prezioso mondo alle generazioni future".

"Quale figlio di una famiglia di emigranti, sono lieto di essere ospite in questa Nazione, che in gran parte fu edificata da famiglie simili": sono tra le prime parole pronunciate dal Papa, davanti al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, durante la cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca.

IL PAPA. "Quale figlio di una famiglia di emigranti, sono lieto di essere ospite in questa Nazione, che in gran parte fu edificata da famiglie simili". Sono tra le prime parole pronunciate dal Papa, davanti al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, durante la cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca.

"Signor Presidente, trovo promettente che Lei abbia proposto un'iniziativa per la riduzione dell'inquinamento dell'aria". Lo ha detto il Papa a Barack Obama durante il discorso alla Casa Bianca. "Considerata l'urgenza, mi sembra chiaro anche che il cambiamento climatico è un problema che non può più essere lasciato ad una generazione futura", ha aggiunto. "La storia - ha affermato Francesco, rifacendosi alla sua enciclica Laudato si' - ci ha posto in un momento cruciale per la cura della nostra 'casa comune'. Siamo, però, ancora in tempo per affrontare dei cambiamenti che assicurino 'uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare'".  "Cambiamenti - ha sottolineato - che esigono da parte nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate". "La nostra casa comune - ha detto ancora il Pontefice - è stata parte di questo gruppo di esclusi che grida al cielo e che oggi bussa con forza alle nostre case, città, società".

Citando ancora la sua enciclica, Bergoglio ha quindi osservato che "per fede sappiamo che 'il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L'umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune'". "Come cristiani animati da questa certezza - ha aggiunto -, cerchiamo di impegnarci per la cura consapevole e responsabile della nostra casa comune". "Gli sforzi compiuti di recente per riconciliare relazioni che erano state spezzate e per l'apertura di nuove vie di cooperazione all'interno della famiglia umana rappresentano positivi passi avanti sulla via della riconciliazione, della giustizia e della libertà". Papa Francesco ha auspicato "che tutti gli uomini e le donne di buona volontà di questa grande e prospera Nazione sostengano gli sforzi della comunità internazionale per proteggere i più deboli nel nostro mondo e di promuovere modelli integrali ed inclusivi di sviluppo, così che i nostri fratelli e sorelle - ha aggiunto - ovunque possano conoscere le benedizione della pace e della prosperità che Dio desidera per tutti i suoi figli".

"Dio benedica l'America!". Con queste parole papa Francesco ha concluso il suo discorso alla Casa Bianca, davanti al presidente Obama, citando la celebre invocazione Usa "God bless America!".

LA FOLLLA. Mentre Papa Francesco parla dalla South Lawn della Casa Bianca, su un grande schermo tra la folla si attende il suo passaggio lungo il National Mall e che, nel vederlo, lo saluta con fragoroso applauso e urla di gioia. Durante tutto il discorso pronunciato dal pontefice diminuisce anche il vociare tra la folla e le sue parole vengono seguite dagli applausi delle decine di migliaia di persone che attendono di vederlo da vicino dopo la cerimonia alla Casa Bianca.

Papa Francesco, Barack Obama e Michelle si sono affacciati ad uno dei balconi della Casa Bianca per salutare i presenti.

Si rompe il protocollo per papa Francesco alla Casa Bianca. "We love you, Pope Francis": un grido spontaneo si è levato dalla piccola folla del South Lawn invitata ad assistere alla cerimonia di benvenuto del Pontefice da parte di Barack e Michelle Obama.  Usualmente questa cerimonia di saluto ai capi di stato, con tanto di banda in costume settecentesco, moschetti e inni nazionali, è molto più formale e compassata.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X