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LA STORIA

Arresto convalidato, l'uomo che ha investito Tania resta in carcere

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L'ultimo addio nella chiesa di San Giovanni Maria Vianney Curato d'Ars a Falsomiele. I colleghi di Tania parteciperanno alla funzione

PALERMO. Il giudice Daniela Vascellaro ha convalidato l’arresto e deciso il carcere per Pietro Sclafani il panettiere che domenica mattina in via Libertà ha travolto ed ucciso Tania Valguarnera, giovane dipendente del call-center Alicos Almaviva che stava andando a lavoro. E oggi saranno celebrati alle 11.30 i funerali della ragazza. L'ultimo saluto a Tania verrà dato, nella chiesa di San Giovanni Maria Vianney Curato d'Ars a Falsomiele. I colleghi di Tania parteciperanno alla funzione.

Il panettiere che ha l’esercizio commerciale in via Santissima Mediatrice a Villa Tasca ieri è arrivato in Tribunale scortato da quattro agenti. Ha ripetuto di stare male. Accanto a lui gli avvocati di fiducia, gli avvocati Ninni Reina e Marco Lo Giudice. Fuori dall'aula c’erano i parenti di Sclafani: la madre, la moglie, il padre e altri familiari. Nessuno di loro ha detto una parola.

Sclafani ha trascorso la notte nella camera di sicurezza della questura. Il pm Renza Cescon, che sta coordinando le indagini ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per l’automobilista. L'uomo è fuggito dopo l'incidente ed è stato arrestato dalla polizia. L'uomo è accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale.

Come accertato dalla polizia municipale nel 2014 gli era stata già ritirata la patente per eccesso di velocità, il documento gli era stato poi riconsegnato, ma avendo "collezionato" con diversi mezzi ben trenta contravvenzioni per guida troppo veloce, era stato avviato un nuovo iter di sospensione della patente. Ieri alle 8.30 si doveva presentare ai carabinieri per avere ritirato la patente.

"Sono addolorato e penso solo alla ragazza e ai suoi familiari". Queste le parole che, secondo il legale Ninni Reina, ha detto al giudice Sclafani. L'uomo ha negato, nel corso della convalida dell'arresto, di avere fatto uso di droga, circostanza emersa dall'esame tossicologico. Ma il punto è tutto da chiarire perché, ha spiegato il legale, "le analisi delle urine e quelle del sangue sono in contrasto tra loro. Le prime sono negative, le seconde positive".

Il pm Renza Cescon ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere per Sclafani. All'esito dell'udienza di convalida dell'arresto dell'uomo che, dopo l'incidente è scappato, il giudice monocratico Daniela Vascellaro si è ritirata in camera di consiglio per decidere.

Il legale dell'indagato chiede i domiciliari. L'avvocato Ninni Reina, legale di Pietro Sclafani, al termine dell'udienza di convalida dell'arresto, ha chiesto per il suo assistito i domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico per scongiurare il pericolo di fuga. "In questo momento - ha detto - pensiamo solo al dolore dei familiari della vittima e ci stringiamo attorno a loro. Rispetteremo qualunque decisione del giudice". Dopo la decisione sulla convalida il legale chiederà un termine a difesa per la scelta del rito processuale.

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