Giovedì, 12 Dicembre 2019
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GOVERNO

Fermo un miliardo per opere in Sicilia
Renzi invia commissario per i depuratori

Il premier: ho chiesto di procedere rapidamente senza guardare in faccia nessuno

ROMA. Il count down è cominciato e a fine mese in Sicilia arriverà un commissario incaricato da Matteo Renzi di gestire poco più di un miliardo euro. Fondi Cipe fermi da tre anni e destinati a 93 opere civili di depurazione. Per il premier, che ha scelto la sua enews per annunciarlo, non c'è altra soluzione. La decisione è arrivata ieri durante una riunione a Palazzo Chigi, perchè la Sicilia è fuori tempo massimo e Renzi vuole fare presto e per di più «senza guardare in faccia nessuno».

Per il premier il commissariamento è l'unica strada percorribile. Una mossa decisa dopo una riunione a Palazzo Chigi per evitare l'ennesima bacchettata da Bruxelles: dal 2016 l'Italia potrebbe ricevere sanzioni dall'Ue per 600 milioni di euro, di cui 180 milioni per la sola Sicilia. Il plafond destinato alla Sicilia, oggi guidata da Rosario Crocetta, è stato stanziato con una delibera del Cipe del 2012, che ha «destinato 1,6 miliardi di euro per 183 opere urgentissime in reti fognarie e depuratori nel Sud Italia». «Di questi, 1,1 miliardi sono stati assegnati alla Sicilia per 93 opere - dice il capo della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, Erasmo D'Angelis -. Si tratta di fondi fuori da ogni patto di stabilità ma mai spesi, se non per una quota minima di circa 24 milioni».

«Considero positivo questo commissariamento anche per accelerare la spesa dei fondi gestiti direttamente dai comuni e non dalla Regione, che altrimenti li avrebbe già utilizzati», dice Crocetta. E aggiunge: «Si tratta di soldi gestiti dai Comuni, non dalla Regione e loro disposizione. Anche noi siamo intervenuti più volte, commissariandoli le amministrazioni inadempienti». E mentre Renzi da Roma intravede nel commissariamento l'unica via d'uscita, un sopralluogo del nucleo tecnico-ispettivo dell'Istituto per lo sviluppo delle attività produttive, presieduto da Alfonso Cicero, denuncia la presenza di un depuratore nell'agglomerato industriale di Ravanusa-Campobello di Licata (Ag) costato 2,5 milioni di euro, mai entrato in funzione e in stato di abbandono. «Siamo in presenza non di una infrastruttura a servizio delle imprese, ma di un'opera che ha rappresentato un'opportunità per altri affari a danno del tessuto economico produttivo della provincia», ha dichiarato il presidente dell'Irsap Cicero durante il sopralluogo.

La scelta del premier piace ai sindacati, mentre Forza Italia non risparmia critiche a Crocetta e Idv plaude alla decisione di Matteo Renzi, definendo la mancata spesa delle somme «ingiustificabile». Per il capogruppo di Fi all'Ars, Marco Falcone, Crocetta «È incapace di gestire la Regione. Siamo prossimi al tracollo. Serve un cambio di rotta e serve subito». Anche la Uil auspica un cambio di passo.«Per non perdere i fondi è stata necessario un intervento del premier - dice il segretario regionale della Feneal Uil, Angelo Gallo - è giunto il momento di cambiare rotta». La Cisl saluta con favore l'arrivo di un commissario. «Due anni fa - dice il segretario generale della Filca Cisl Santino Barbera - avevamo sottolineato l'esigenza imprescindibile di far partire subito i lavori, il governo regionale ha fatto orecchie da mercante».

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