
PALERMO. L’ente che dovrebbe salvare i dipendenti regionali rimasti senza lavoro non riesce neppure a pagare il proprio personale. Il Ciapi di Priolo è una scialuppa a cui si sono aggrappati i lavoratori degli enti di formazione chiusi per mancanza di finanziamenti o inchieste giudiziarie. Ma ieri i vertici della struttura siracusana sono stati ricevuti in commissione Bilancio all’Ars e hanno illustrato una crisi finanziaria che da tre mesi impedisce di pagare gli stipendi ai 57 funzionari. E, se non verranno trovati in fretta un milione e 500 mila euro, non si potrà pagare nulla fino a fine anno.
È l'ennesimo caso di enti e partecipate, figli dell’età dell’oro del sottogoverno, che ora sono sul punto di chiudere per carenza di risorse ed esuberi di personale.
Per la verità il Ciapi è un ente che negli ultimi due anni è stato valorizzato dal governo Crocetta, che prima gli ha dato in carico i dipendenti del Ciapi di Palermo (chiuso per l’affaire Giacchetto) e poi gli ha via via trasferito il personale degli enti di formazione espulsi dal settore dei corsi. «In questo momento - spiega Egidio Ortisi, presidente del Ciapi di Priolo - stiamo salvando circa 3.400 ex dipendenti degli enti di formazione facendoli lavorare in corsi che inizieranno a giorni». Ma per far lavorare questi 3.400 formatori i soldi li mette la Regione, togliendoli appunto agli enti chiusi.
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3 Commenti
FIGO/D'INDIA
09/10/2014 08:17
LE SCIALUPPE DEI PROFUGHI SONO PIU' SICURE. ALMENO LORO PRENDONO 30 EURO AL GIORNO.... NOI SIAMO DEI PROFUGHI NELLA NOSTRA TERRA MA SENZA DIRITTI.
giusy
14/10/2014 06:58
Le 35 euro non vanno ai profughi ma alle strutture che li ospitano.....a loro vanno solo un tot al giorno per le sigarette o altro. ...
toti
09/10/2014 10:59
Che i soldi non ci sono più lo sanno tutti, tranne quelli della formazione, LSU, PIP, Forestali e gesip.
toti
14/10/2014 11:59
Quando un POSTO di lavoro non produce un tubo, il danno è di tutti coloro che pagano le tasse.