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LA VERTENZA

Scuola, 1.400 insegnanti fuori dal piano Renzi

I precari siciliani abilitati nel 2012 con i Tirocini formativi attivi. La protesta: «Invisibili per la riforma allo studio del Governo»

PALERMO. Alcuni hanno protestato davanti a Montecitorio, altri hanno consegnato un documento al premier Renzi, in occasione dell'apertura dell'anno scolastico all'istituto Padre Puglisi di Palermo. Le proveranno tutte per spiegare che loro, 10.500 docenti abilitati in tutta Italia, non possono rimanere fuori dal mondo della scuola, dimenticati da una politica che li considera «invisibili».

Si tratta degli insegnanti precari che nel 2012 sono riusciti ad accedere, superando prove fortemente selettive e pagando profumatamente un corso abilitante, ai Tirocini formativi attivi. Ma dopo aver concluso il percorso, per loro si è aperta solo l'iscrizione in seconda fascia nelle graduatorie d'istituto, per ricoprire qualche supplenza breve. Quelle graduatorie che il piano della Buona scuola del governo Renzi vorrebbe sostanzialmente eliminare, assumendo 150 mila precari iscritti nelle graduatorie permanenti e creando una sorta di organico funzionale nelle scuole, da cui il dirigente scolastico potrebbe attingere anche per le supplenze brevi.

Le ultime anticipazioni del presidente del Consiglio hanno, insomma, gettato nello sconforto questi precari che rivendicano il diritto di essere stabilizzati, come tutti gli altri. Lo dice con chiarezza Giovanni Melazzo, fra i vincitori del Tfa, intervenendo a Ditelo a Rgs: «Noi abbiamo frequentato un corso abilitante a pagamento, sborsando fra i 2.700 e i 3.000 euro, dopo aver superato tre prove incredibilmente selettive, fra cui una ministeriale. Erano messi a bando 10.500 posti, calcolati in base al turn over dei pensionamenti.

Ora, invece, la doccia fredda. Siamo in quel limbo della seconda fascia delle graduatorie d'istituto - spiega ancora - che la riforma di Renzi non considera neanche. A noi spetterebbero le briciole che potrebbero cadere dalla tavola. Siamo marginalizzati». In Sicilia il problema riguarda 1.426 precari, che hanno superato i corsi abilitanti, malgrado i posti disponibili nelle università siciliane fossero 1.735.

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