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I NODI DELLA SICILIA

Autolinee private, precari e scuola: la Regione congela spese per un miliardo

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Stop dall’assessore all’Economia per non sforare il patto di stabilità con lo Stato. I sindaci: non si tocchino gli stipendi

PALERMO. La Regione è pronta a congelare spese per quasi un miliardo. Per evitare di sforare il patto di stabilità con lo Stato tutti i pagamenti che non riguardano stipendi e fondi europei verranno rinviati all’anno prossimo, salvo rare eccezioni che l’assessore all’Economia Alessandro Baccei deciderà entro la fine di questa settimana.

Dai primi di agosto Palazzo d’Orleans chiede a Roma di autorizzare uno sforamento di circa un miliardo. Non si tratta di spese aggiuntive: il problema - spiegano dall’assessorato all’Economia - non è la disponibilità di questi fondi ma il limite di spesa annuale concordato con lo Stato per gli equilibri finanziari generali (la Sicilia non può superare i 5,3 miliardi di pagamenti). Tuttavia in scadenza ci sono spese molto superiori rispetto a questa soglia.

Da qui il pressing su Roma. «Ma precisa - Baccei - dal governo nazionale ci hanno già risposto che non ci sono margini di manovra in questo senso. Dunque l’unica soluzione è rinviare a gennaio alcune spese, che così graverebbero sul patto di stabilità dell’anno prossimo anche se per competenza resterebbero iscritte nel bilancio di quest’anno». È una soluzione che sta agitando tutti gli assessori, pressati da richieste di pagamento che arrivano da tutti i settori.

E probabilmente già domani in giunta verrà affrontato il caso individuando le priorità da pagare subito attraverso operazioni contabili che consistono nel dirottare su settori indispensabili margini di spesa ancora utili in alcuni assessorati. In pratica, in giunta c’è chi dovrà cedere quote ad altri colleghi. «Non possiamo bloccare la spesa per il cofinanziamento regionale dei fondi europei, altrimenti falliamo la scadenza e perdiamo risorse - precisa Baccei - nè possiamo fermare gli stipendi. Queste sono tutte spese obbligatorie che hanno la priorità».

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