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ACCREDITAMENTI

Formazione, l’Ecap torna a sperare. Il Tar: la Regione riesamini il caso

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L’ente era stato espulso per presunte assunzioni illegittime. L’assessore: «Valuteremo». Per il titolare, Pietro Gaglio, «è inevitabile il riaccreditamento». I sindacati vogliono che la decisione sia presa subito. La Uil: diamo una prospettiva ai lavoratori

PALERMO. Un altro terremoto scuote la formazione professionale. Il Tribunale amministrativo di Palermo sospende l’espulsione disposta dall’assessorato e ridà una chance all’Ecap per svolgere corsi finanziati dalla Regione. E così a colpi di ordinanza sta crollando l’impalcatura che regge il sistema di accreditamento, cioè le regole per attribuire agli enti la patente per svolgere le lezioni.

L’Ecap di Palermo era stato tagliato fuori a fine ottobre. L’assessorato ha deciso di revocare l’accreditamento dopo che la Procura di Messina ha notificato l’ordinanza di custodia cautelare relativa all’inchiesta su Francantonio Genovese. Un capitolo di questa indagine ha riguardato l’Ecap, che secondo i magistrati avrebbe fatto assunzioni illegittime (peraltro non pagando poi gli stipendi) e operazioni finanziarie che avrebbero avvantaggiato la galassia dell’ex segretario del Pd finito in carcere.
Tutte circostanze negate dai titolari dell’ente che hanno fatto ricorso al Tar. E il Tribunale amministrativo ha accolto subito la richiesta di sospensione della revoca dell’accreditamento.

La decisione finale è fissata al termine dell’udienza di merito che si svolgerà il 25 novembre. Intanto però già l’ordinanza che sospende la revoca precisa che «sussiste un pericolo per i rapporti di lavoro» e in generale il ricorso «potrebbe essere assistito da adeguato fumus boni juris quantomeno con riferimento alla violazione delle garanzie procedimentali». Il Tar ha così ordinato di riesaminare il provvedimento di revoca dell’accreditamento.

Motivazioni che aumentano le speranze dei titolari dell’Ecap e soprattutto dei 110 lavoratori recentemente licenziati proprio perchè l’ente ha perso un finanziamento di circa 3 milioni: «Secondo noi - precisa il titolare dell’ente, Pietro Gaglio - è inevitabile il riaccreditamento. Attendiamo che la Regione decida in questo senso e poi valuteremo la situazione del personale, che per il momento non abbiamo potuto evitare di licenziare».

L’assessore Mariella Lo Bello prende tempo: «Non conosco ancora l’ordinanza del Tar. È chiaro che andrà valutata con attenzione e se sarà necessario riammetteremo l’ente». I sindacati pressano per la riammissione immediata dell’Ecap nell’universo della formazione professionale pubblica: «La cosa più importante - commenta Giuseppe Raimondi della Uil - è dare una prospettiva ai lavoratori. In ogni caso è chiaro che su tutta la procedura che revoca l’accreditamento c’è qualcosa che non va».

Il riferimento è a un’altra ordinanza del Tar che venerdì scorso ha annullato il decreto che regola le procedure per l’accreditamento. Anche in quel caso era stato accolto il ricorso di una cinquantina di enti tagliati fuori dal sistema per effetto di nuove regole più restrittive, in particolare quella che impedisce l’accreditamento quando è in corso una lite giudiziaria con l’amministrazione. Il Tar ha annullato il decreto, risalente al 2013, per un errore nella procedura di approvazione (non è passato dalla giunta ma è stato firmato solo dall’assessore dell’epoca). E ora tocca alla Lo Bello decidere come andare avanti. Fare un nuovo decreto o recuperare il vecchio facendolo passare dalla giunta? «Decideremo domani. Ho già convocato una riunione in assessorato» assicura la Lo Bello.

 

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