Venerdì, 17 Agosto 2018
LEGA

Governo, Salvini: "Mai col Pd". Tensione con Di Maio: "Rispetti il voto"

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Il segretario della Lega Matteo Salvini a San Giuliano, in Molise

SAN GIULIANO. "Ogni voto conta: noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento". Così Matteo Salvini appena in Molise, conversando con i giornalisti nell'ex villaggio dei terremotati di San Giuliano. A Di Maio, secondo il quale il voto non ha valenza nazionale, risponde: "Mette le mani avanti. Pensava di avere già la vittoria in tasca qui in Molise e invece è testa a testa".

"Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori", replica al capo politico di M5s. "Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso", aggiunge.

Il leader della Lega, poi, boccia l'apertura del ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda a favore di un coinvolgimento del Pd nella formazione del futuro governo. "Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?".

"Se la Lega sarà al governo in Molise e in Italia faremo di tutto perché qui non arrivino immigrati". Così il leader della Lega Matteo Salvini appena arrivato al centro abitativo post terremoto di San Giuliano, oggi abbandonato, che le autorità hanno già destinato come centro accoglienza immigrati, con un appalto di 3 milioni di euro. "Le priorità del Molise sono altre: c'é un problema - sottolinea Salvini - di strade, c'é un territorio da rivalorizzare, di lavoro da trovare per i giovani".

A chi gli chiede se in un suo ipotetico futuro governo sarebbe disposto, come richiesto oggi da Trump, a un impegno in Siria risponde: "Noi siamo rispettosi delle alleanze, ma a chi ci chiede favori economici e geopolitici rispondiamo: 'no grazie'. Noi non siamo il tipo di persone a cui citofonare dopo che tutto quanto è accaduto. Quando si decide di usare i missili - conclude Salvini - vorrei avere chiaro il perché".

 

 

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