Sabato, 06 Giugno 2020
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Paralisi, speranze da una nuova protesi in silicone - Video

ROMA. Nuove speranze per chi ha subito una paralisi in seguito alla lesione del midollo spinale arrivano da un impianto elastico 'cyborg'. Una nuova protesi in silicone in grado di far tornare a camminare topi paralizzati, e che potrà esser utilizzato sull'uomo anche per danni neurologici legati ad epilessia e Parkinson, è stata sviluppata da un team dell'Ecole Polytechnique Fèdèrale de Lausanne (EPFL) e descritta sulla rivista Science.

Il midollo spinale è come un'autostrada con segnali elettrici che corrono su e giù al posto delle automobili. Le lesioni in questa zona portano alla paralisi quando i segnali elettrici
vengono bloccati e non possono più arrivare dal cervello alle gambe. Tuttavia, ha dimostrato il gruppo di ricercatori svizzeri, stimolando il midollo spinale dopo una lesione significava, i topi possono tornare a correre, salire le scale e persino superare gli ostacoli. Per farlo serve però un impianto sufficientemente morbido da imitare i tessuti molli attorno alla colonna vertebrale senza provocare rigetto.

In questo consiste 'e-Dura', una piccola protesi in silicone coperta con tracce conduttrici elettriche in oro e con elettrodi fatti di microsfere in silicio e platino, per piegarsi in
qualsiasi direzione senza rompersi. Imita strettamente le proprietà meccaniche del tessuto vivente e può fornire impulsi elettrici e farmaci che attivano le cellule. Viene applicata direttamente sul midollo spinale, dove può rimanere per un lungo periodo grazie alla sua flessibilità che evita infiammazioni e cicatrici che si potrebbero creare strofinando i tessuti con materiale rigido. «Il lavoro - secondo Dusko Ilic, da King College di Londra - potrebbe aprire la porta a una nuova era nel trattamento del danno neuronale. Tuttavia, c'è ancora molta strada da fare prima che possiamo vedere l'uso pratico di tali neuroprotesi negli esseri umani». Bisognerà infatti sviluppare materiali dedicati che necessitano una specifica approvazione. Ma certo è che la scienza si sta avvicinando a passi da gigante alla fantascienza hollywoodiana.

© Riproduzione riservata

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