Il dottor Tullio Prestileo, medico dell’Unità Operativa di Malattie infettive dell’Ospedale Civico Benfratelli di Palermo e presidente regionale di Anlaids - l’Associazione nazionale per la lotta all’Aids -, fa il punto sulla questione coronavirus in Sicilia.
Sono tante infatti le domande che sorgono di fronte al rapido aumento di casi registrato negli ultimi tempi. Da tenere sempre a mente ci sono però due punti fondamentali: nonostante le ipotesi avanzate, non vi è alcuna certezza scientifica circa la natura del virus e il suo presunto depotenziamento, e sarebbe bene continuare ad osservare quelle semplici norme di comportamento, le uniche davvero in grado di proteggere noi stessi e gli altri, che sono indossare la mascherina in luoghi chiusi, mantenere il distanziamento fisico e lavarsi le mani di frequente.
“È sicuro che l’abolizione del lockdown - dichiara infatti il dottor Prestileo - ha determinato un aumento dei contagi. Nella stragrande maggioranza dei casi l'indice delle ultime nuove diagnosi è sempre legato a contatti con persone che vengono dal Nord Italia o dall’Europa”.
Il medico invita inoltre a una riflessione: nonostante circa la metà delle diagnosi fatte in Sicilia nei giorni scorsi riguardino migranti, questi non costituiscono realmente un problema per l’Italia, poiché vengono immediatamente intercettati e posti in isolamento.
È preoccupante invece, dice Prestileo, “che si neghi la pericolosità del lavoro in fabbrica, dove le norme di sicurezza è impossibile attuarle. Nelle fabbriche nel modenese, in Pianura Padana, in Lombardia, le persone stanno le une accanto alle altre senza mascherine, poiché è effettivamente difficile indossarle per tutta la durata del turno di lavoro. Ieri ci sono state circa 384 nuove diagnosi in Italia e sono tante”.
Da attenzionare sarebbe poi la responsabilità che i giovani hanno come possibili ignari veicoli di contagio. “Si sa che il virus nella popolazione giovane è meno capace di creare la malattia, tranne che in situazioni particolari che da un punto di vista genetico trovano alcune risposte - dice Prestileo - però alcuni comportamenti dei ragazzi sono altamente a rischio. Un esempio è andare in discoteca: ballando e respirando affannosamente gli uni vicino agli altri si creano delle occasioni reali di contagio”.
All’aumentare dei casi, però, diversamente dai mesi scorsi, non corrisponde un incremento degli ospedalizzati gravi, fenomeno per il quale, secondo il medico, non vi sarebbe una spiegazione certa. Un’ipotesi è che “la precoce diagnosi ci sta consentendo di assistere le persone in tempi molto rapidi, evitando così il peggioramento e l’evoluzione della malattia”.
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5 Commenti
negliuffici
09/08/2020 19:00
È preoccupante invece, dice Prestileo, “che si neghi la pericolosità del lavoro in fabbrica, dove le norme di sicurezza è impossibile attuarle. e negli uffici?ditelo a musumeci
Doppio gioco
09/08/2020 20:47
Le decisioni politiche siciliane forse già stanno provocando la diffusione del virus, però scaricano sui migranti la colpa.
Francesco
09/08/2020 19:41
Non se ne è mai andato. Lo abbiamo nascosto. Ed i tamponi prima negativi e poi positivi dei migranti, sono dovuti al fatto che non sanno fare i prelievi.
Giuseppe
09/08/2020 22:20
gli immigrati sono solo lo 0,2 per cento dei casi di covid in Italia. E sono i più controllati e i più soggetti a isolamento. Il problema sono gli italiani e i turisti (sia italiani sia stranieri).
Giuseppe
09/08/2020 22:23
un altro problema serio sono i luoghi chiusi e climatizzati. I locali chiusi devono essere perennemente con finestre aperte e porte aperte. Condizionatori e climatizzatori diffondono i dropplet di covid 19 fino ad 8 metri. Inoltre condizionatori e climatizzatori possono causare legionella, polmoniti, bronchiti, otiti, congiuntiviti, tracheiti, faringiti, riniti, allergie, asma,ma anche torcicollo, dolori reumatici, dolori articolari, mal di schiena.
Giuseppe
09/08/2020 22:23
I dropplet dovrebbero essere distrutti dal caldo e tenendo tutto aperto in corrente. Invece i locali, uffici, case, fabbriche con condizionatori diventano covi di virus (non solo quello del covid!). Dai duemila malati nel mattatoio tedesco al ristorante cinese, da alcuni cluster in florida al focolaio della diamond prince in Giappone, gli esempi di focolai scatenati da condizionatori e climatizzatori sono numerosi!.