Mercoledì, 26 Febbraio 2020
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La protesta dei sindaci: "Basta emergenze", Musumeci: "70 milioni ai Comuni"

"Nonostante le festività, abbiamo ritenuto necessario convocare un’assemblea straordinaria degli Enti locali, presso i Cantieri Culturali della Zisa a Palermo, in quanto riteniamo che siano necessari precisi impegni sulle risorse che s'intendono destinare ai comuni e agli enti intermedi". Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia.

"Ogni anno, si assiste all’aumento del già elevatissimo numero di comuni in dissesto e pre-dissesto, all’aumento dei comuni a vario titolo commissariati, a sindaci che gettano la spugna o che non sono messi in condizione di operare con efficacia assistendo inermi, con inescusabile indifferenza da parte dello Stato e della Regione, a uno spopolamento che rischia, nel giro di pochi anni, di determinare la materiale scomparsa di decine e decine di Comuni", continua Orlando. "Dinanzi a difficoltà di questa portata, nel 2019, anzichè assistere ad azioni finalizzate a favorire lo sviluppo economico e a sostenere il sistema infrastrutturale, ci si è trovati, per responsabilità del Governo regionale e nazionale - continua Orlando - a non poter contare su risorse finanziarie previste in bilancio e finalizzate al pagamento dei mutui e per realizzare investimenti in favore delle comunità. Per l’esattezza dei 115 milioni di euro previsti per investimenti, quasi a fine anno, ne sono stati erogati appena 45, mentre degli altri 70 milioni previsti non si ha alcuna notizia. Oltre a questo i comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, già penalizzati dai criteri di riparto delle risorse regionali, nonostante le reiterate promesse, hanno subito rispetto al 2018 una decurtazione del 15 per cento delle risorse di parte corrente".

"A ciò si aggiunga che, anche a seguito di quanto emerso dal giudizio di parificazione della Corte dei Conti - dice Orlando -, la situazione finanziaria della Regione Siciliana, nonostante le ultime norme approvate in sede nazionale, non consente di nutrire alcuna certezza sulle risorse che nel triennio 2020-2021-2022 saranno destinate agli Enti locali".

"Troppe volte lo Stato e la Regione, - continua Orlando - forti del potere di fare le leggi, hanno approvato, anche in contrasto tra loro, norme propagandistiche e di difficile interpretazione la cui attuazione però è stata demandata ai Comuni. Norme che nel tempo, specialmente al Sud, hanno impoverito gli Enti Locali e trasformato i Sindaci in esattori, contribuendo così a determinare, attraverso i tributi locali, quel meccanismo recessivo che negli ultimi anni ha fatto sprofondare il valore delle proprietà immobiliare e ha creato ulteriore povertà". "I sindaci sono abituati, ogni giorno, con le poche risorse finanziarie disponibili - conclude il presidente dell’Associazione dei Comuni siciliani - a dare risposte concrete e tempestive ai bisogni dei cittadini, senza vacanze e senza mai poter scaricare responsabilità su altri anche quando però effettivamente le responsabilità appartengono ad altri livelli istituzionali. Troppo spesso, invece, le altre istituzioni si girano dall’altra parte e presi dall’aria di palazzo affrontano con flemma insopportabile temi che per le autonomie locali sono invece di vitale importanza e per i quali riteniamo anche attraverso l'assemblea del 27 dicembre richiamare la dovuta attenzione".

Presente il governatore Musumeci che ha annunciato che "i settanta milioni non ancora erogati possono essere messi a disposizione degli enti locali. La trattativa è stata condotta con il ministero per l’Economia".

Dei 115 milioni di fondi per i Comuni fino ad ora ne sono state erogati solo 45 e nel frattempo i Comuni avevano già messo le somme in bilancio. "Non sappiamo ancora quali sono i tempi - ha aggiunto Musumeci - E’ una notizia di poche ore fa, ma le risorse arriveranno". Musumeci ha poi evidenziato la necessità di "aprire una vertenza con lo Stato. Non è possibile che gli enti locali in Sicilia debbano essere affidati soltanto alle esauste casse della Regione Siciliana. Abbiamo posto fine al prelievo forzoso per le province, ora dobbiamo definire una legge per le province, per le loro competenze. La riforma effettuata nella scorsa legislatura è assolutamente monca e mutilata".

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