Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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Chiusura degli ospedali, sindaci protestano alla Regione - Video

PALERMO. I sindaci di Leonforte, Piazza Armerina, Ribera, Mazzarino e Giarre hanno protestato stamattina davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità, a Palermo, contro la riduzione del numero dei reparti nei presidi ospedali dei rispettivi territori. Nel video le immagini del sit-in dei cinque  sindaci

«Parlare di tagli è assolutamente riduttivo, questo piano aziendale presentato dalla direttrice aziendale dell'Asp 4 mira al completo annientamento della sanità ennese - dice il sindaco di Leonforte, Francesco Sinatra -. Ovviamente il presidio ospedaliero più penalizzato è il Ferro Branciforti Capra, perderemmo quindi il Pronto Soccorso, la Medicina e la Chirurgia con il nosocomio trasformato in ospedale di comunità utile a garantire solo la riabilitazione e la lungodegenza».  «Il nostro - continua il sindaco - non sarebbe più un ospedale per acuti ma una struttura riabilitativa post acuzie. A Leonforte non sarà più possibile affrontare le urgenze per salvare vite umane così come è accado sino ad oggi.

Si chiama «Giù le mani dall’ospedale – Fermiamo la Fidelio e il suo staff», invece,  il durissimo documento, a firma del comitato Pro Chiello, nel quale l’amministrazione comunale di Piazza Armerina, guidata dal sindaco Filippo Miroddi, il consiglio comunale, i partiti politici, i comitati spontanei a difesa della struttura ospedaliera e le associazioni si ritrovano in modo compatto a difesa del nosocomio armerino. «Prendiamo atto che il documento aziendale presentato dalla manager Fidelio e dell’intero staff della direzione Asp 4 di Enna che di fatto determinerà la chiusura nel breve termine degli ospedali di Leonforte, Piazza Armerina e Nicosia, è palesemente illegittimo in quanto in violazione del decreto 14 gennaio 2015 della Regione Siciliana, assessorato della Salute, e, comunque, dannoso per l’intera comunità dell’ex Provincia di Enna, nonché dei comuni che usufruiscono dei servizi dell’Asp 4, con grave rischio per la salute e l’incolumità dei cittadini», recita il documento, inviato a tutti i comuni ennesi e alle istituzioni regionali. «Chiediamo che i vertici della direzione dell’Asp 4 di Enna vengano rimossi e che l’atto aziendale venga annullato o in via cautelare sospeso«, aggiunge. Tutta la città è in fase di mobilitazione.

"Disattesi completamente gli acc­ordi sull'ospedale", per il sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi. "Pe­r noi sono ormai carta straccia , perchè ­non c'è alcun rispetto non solo degli ac­cordi, ma nemmeno per una popolazione di­ centomila utenti. Concorderemo con le a­ssociazioni e i cittadini le azioni conc­rete da mettere in atto da subito".

"L'ospedale deve rimanere aperto e anzi deve essere potenziato - dice dalla sua il sindaco di Mazzarino, Vincenzo Marino -. Non si può inaugurare da qui a poco una pista di elisoccorso nella nostra città e poi chiudere una struttura ospedaliera".

Al sit-in presente anche il sindaco di Ribera contro la chiusura dell'ospedale «Fratelli Parlapiano» di Ribera dopo le notizie allarmistiche arrivate da Roma a proposito del varo del Piano regionale per la riorganizzazione sanitaria in Sicilia. Secondo quanto appreso a Roma una delle strutture sanitarie in Sicilia che dovrebbero "saltare" dovrebbe essere proprio l'ospedale di zona della "città delle arance", che in passato ha visto diminuire notevolmente il pacchetto di posti letto disponibili, in un certo senso suppliti dall'arrivo dei posti letto del Polo di Eccellenza per la Riabilitazione della fondazione "Mauigeri".

immagini di Marcella Chirchio

© Riproduzione riservata

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