Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Dal viaggio in camper agli esordi in Sicilia, i Modà: “L’Isola ha un sapore unico”

Fu Enzo Sirnia, con la sua radio Castell'Umberto, il primo a scommettere sul loro talento organizzando live e concerti. Adesso, con un disco di diamante FIMI, tre sold out a San Siro e tantissimi album e brani di successo alle spalle, i Modà tornano in Sicilia con due tappe catanesi già sold out.

Nel giorno in cui esce la seconda parte di “Buona Fortuna”, l'ultimo EP della band milanese, Francesco Kekko Silvestre ricorda gli anni d'esordio e i primi live in Sicilia.

“I Modà nascono musicalmente live a Milano ma si affermano in Sicilia – spiega ai microfoni di gds.it -. Negli anni in cui nessuno ci prendeva in considerazione, grazie alla sua radio Castell'Umberto e alle sue conoscenze, Enzo cominciò a farci suonare in giro per tutta l'Isola facendoci apprezzare dal grande pubblico”.

Uno dei primi palazzetti fu proprio Acireale, mentre il primo Velodromo lo riempirono a Palermo: “Nonostante io sia napoletano da parte di papà e calabrese da parte di mamma – ammette Kekko - ho legato molto di più con la Sicilia in quegli anni. In Calabria e in Campania, si faceva più fatica ad andare a suonare perché difficilmente gli imprenditori scommettevano su una band sconosciuta. Invece Enzo ci diede subito fiducia”.

E racconta di quando, giovanissimi, arrivarono in Sicilia con un camper distrutto, o di quando alloggiarono in una scuola, e ancora, di quel giorno in cui affamati e senza un soldo in tasca, una signora li invitò a mangiare a casa sua un bel piatto di pasta con le melanzane.

La Sicilia ha sempre un sapore particolare - commenta - ogni volta che torniamo è come ritornare ad essere ragazzini; quei ragazzini che si divertivano, che avevano quel supporto, quell'entusiasmo di tante persone felici di vederci, felici di incontrarci”.

L'EP, in streaming da oggi su tutte le piattaforme digitali, è la parte seconda di un progetto avviato prima della pandemia. “Le canzoni le ho scritte tutte prima della pandemia – racconta Kekko - il disco è uscito durante, doveva essere una ripartenza, poi non lo è stato perché ci hanno fermato di nuovo ma adesso ci siamo”.

Buona fortuna (parte prima) è un disco maturo, impegnato, in cui si trattano temi attuali e forti come il ruolo dei media, in “Comincia lo show”, o del dramma del morbo di alzheimer in “Scusa se non lo ricordo più”.

Il secondo capitolo del progetto è invece più intimo, dedicato all'amore sotto ogni sua forma. C'è il singolo uscito lo scorso San Valentino, scritto per la moglie Laura, “In tutto l'universo” e “Non ti somiglio” dedicato al rapporto difficile con il padre. “Ho cercato di parlare d'amore in tutte le sue sfumature – spiega Kekko - c'è la canzone dedicata a mia moglie, quella dedicata a mio padre, c'è l'amore visto con gli occhi di un bambino, l'amore verso un ricordo e l'amore ironico, sarcastico di ‘oh oh oh’ e di ‘Tirami l'amore in faccia’, dove si prendono in giro un po' le donne, un po' gli uomini”.

E a vent'anni da “Favola”, il Kekko adulto rilegge il Kekko ragazzino: “Io credo che l'evoluzione, il processo sia stato molto naturale. Le canzoni d'amore che scrivi a diciotto anni non possono essere le stesse che scrivi a 44. Quando mi rivedo sul palco vent'anni fa un po' tamarro, con la collana, penso che non c'è nulla di cui vergognarsi! Quel ragazzino, anzi, è stato un grande a cui devo dire sempre grazie; perché è stato grazie ai suoi sogni, grazie alla sua voglia, che poi alla fine i Modà, la nostra musica è arrivata a tutte quelle persone che ci seguono oggi”.

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