Lunedì, 29 Novembre 2021
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"Un guerriero contro disabilità e burocrazia", presentato il film prodotto da Ficarra e Picone

"Molte persone mi chiamano eroe o guerriero, usano questi aggettivi perché li aiutano ad accettare meglio la disabilità degli altri, però non sempre va bene... questo sono io!". Giovanni Cupidi all'età di 13 anni scopre di avere una malattia rara che lo porta ad avere una tetraplegia spinale grave. La sua quotidianità è un docu-film grazie alla regia di Mariagrazia Moncada e alla produzione di Salvo Ficarra e Valentino Picone per TRAMP limited.

Proiettato in anteprima nella serata di ieri, al cinema De Seta di Palermo, “Il figlio di Tarzan” è un “atto politico”. Così lo definisce il suo protagonista, Giovanni: “un messaggio rivolto alle istituzioni”.

Il trasloco in provincia, i pranzi a letto, le videochiamate con la sorella Chiara. Nulla di eccezionale se non la vita stessa di un ragazzo, ormai uomo, pieno di voglia di fare nonostante la disabilità. Il libro, la produzione musicale del gruppo Cospiria, le serie tv, i giochi da tavolo, l'Inter. Giovanni è spiritoso, ironico, strappa al pubblico in sala qualche risata.

Ma non mancano le difficoltà, che fanno riflettere. Le istituzioni quasi assenti, che con i contributi riescono a coprire solo una piccola parte delle spese assistenziali. "Con i soldi dello stato pago un operatore - spiega Giovanni - ma ne ho bisogno di tre". La vita di parenti e familiari che cambia, con amore. La mamma sempre accanto, la zia che ricopre con cura un pennino di carta stagnola per agevolargli l'utilizzo dello smartphone.

I cittadini sono distratti, le strade difficili da percorrere in carrozzina. Nasce l'attivismo con l'associazione "Siamo handicappati non cretini". Un nome simbolico, spiega Giovanni: “è volutamente una provocazione, rivolta soprattutto alle istituzioni. Non pensiate che siccome abbiamo una disabilità non sappiamo quali sono i nostri diritti”.

“Il senso del lavoro è soprattutto – spiega la regista, Mariagrazia Moncada - far capire che le famiglie non possono dedicarsi ai propri figli 24h su 24 e che quindi sarebbe necessario, per la dignità delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ricevere più aiuto dalle istituzioni”.

“Il figlio di Tarzan ha bisogno della liana per muoversi – afferma Salvo Ficarra – l'augurio è che in tutte le città possano esserci più liane per i figli di Tarzan”.

© Riproduzione riservata

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