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Matera 2019 sul filo di Open Future

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Trattati - Consolidamento e riapertura della Cattedrale di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019
© ANSA

MATERA - ''Open Future'', ovvero aperta e proiettata vero il futuro. Si racchiude in queste due parole la filosofia del programma di Matera 2019, presentato oggi dal direttore della Fondazione Matera Basilicata 2019, Paolo Verri.
    Un calendario che prevede il coinvolgimento di tutta la cittadinanza e che in realtà aprirà i festeggiamenti già un anno prima: il 19 gennaio 2018 (con il 19 che diventa numero fortunato e ricorrente) con un countdown di un evento al mese per tutto l'anno. Apertura ufficiale, il 19 gennaio 2019 con una cerimonia di inaugurazione che coinvolgerà 131 bande da tutti i comuni della Basilicata, 20 dalle altre regioni italiane e 27 da tutta Europa, in arrivo a Matera a piedi suonando. Cinque i temi portanti del programma: Futuro remoto, Continuità e rotture, Utopie e Distopie, Radici e percorsi, Riflessioni e connessioni, che danno il nome anche ad altrettanti nuovi percorsi turistici nella città.
    Quattro invece le mostre create ad hoc, a partire da ''Ars Excavandi'', esposizione internazionale che a partire dalla storia di Matera legherà insieme le molte città ''scavate'' nella pietra con la prima vera indagine sulla storia dell'architettura ipogea e rupestre. Ma ci sarà anche il ''Rinascimento riletto'', dal punto di vista del Sud e, in particolare, dalle tracce lasciate nei territori di Basilicata e Puglia. E poi ''La poetica dei numeri primi'', progetto che conta più iniziative a partire dalla poetica di Pitagora con una mostra sulla centralità della matematica nel lavoro degli artisti. Fino all'''Osservatorio dell'antropocene'', sulle modifiche climatiche, territoriali, oceaniche e della biosfera riconducibili all'uomo.
    Pilastri del programma, i progetti dell'ODS-Open Design School, prima scuola di design in Europa a fondarsi sui principi dell'Open Culture e autentico laboratorio di sperimentazione e innovazione interdisciplinare; e dell'I-Dea, l'Istituto Demo-Etno Antropologico, che agirà come museo diffuso. In tutto, 8 mila operatori e artisti arriveranno da tutta Europa per programmi di residenze e mobilità. E saranno ospitati 40 raduni, incontri internazionali e summer schools.
    Per la cerimonia di chiusura, il 20 dicembre, Matera 2019 ha scelto di collaborare con Longplayer Trust, componimento musicale della durata di mille anni, concepito da Jem Finer, iniziato a mezzanotte del 31 dicembre 1999 e che continuerà fino all'ultimo istante del 2999. Per l'occasione, sarà installata una piattaforma sulla Gravina di Matera e il concerto, in collaborazione con gli studenti del Conservatorio Duni, durerà una settimana.
   

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